3 Motivi per Diventare Piloti

diventare pilota

Ti sei mai chiesto veramente perché desideri diventare pilota?

Per ognuno è diverso.

Infatti non voglio fare la solita lista dei pro e contro del mestiere del pilota per convincerti ad intraprendere questa carriera, ma piuttosto voglio essere molto schietto e realistico: ognuno di noi avrà alcune motivazioni simili ed altre molto più personali che lo portano a voler diventare pilota di aerei o pilota di elicotteri.

Parlando con diverse persone che volano e che sono già piloti di linea, piloti privati e commerciali mi sono accorto che la motivazione cambia con il passare del tempo.

Sembra quasi che una volta ottenuto il brevetto di volo ci si senta realizzati ed inizia la parte noiosa. Volare.

Mi sono chiesto se veramente era possibile perdere quel brio, quella voglia matta di mettersi ai comandi di una aereo… e la risposta mi è arrivata con una certa sorpresa (e tristezza).

Vediamo quali sono le motivazioni che portano le persone a voler diventare pilota e cosa accade con il passare del tempo.

1. Passione per il volo e per l’aviazione

passione per il volo e l'aviazione

Chiaramente è in prima posizione.

Bisogna però capire cosa significa passione. La definizione sul Garzanti dice: Grande interesse, inclinazione per qualcosa.

Bene, tutti i piloti, dico tutti, iniziano da qui. Da questo grande interesse per l’aviazione o per il volo in generale.

Poi questo interesse più generale si specializza nel tempo: chi segue il filone trasporto aereo, chi gli aerei e basta, chi solo gli elicotteri, chi il traffico aereo, ecc.

Qualunque sia la tua inclinazione, comunque hai iniziato da un interesse per il volo, per questa grande missione che l’essere umano si è dato da inizio ‘900 e che ancora oggi cresce.

Qual è la tua più grande passione in aviazione? Cosa ti emoziona di più?

2. La vita del pilota nel cockpit

La seconda motivazione che vedo comune a tutti riguarda la vita del pilota di linea. O meglio, l’idea che ci si è fatti sulla sua vita. La maggior parte delle persone (comuni mortali non piloti) fanno sempre un sacco di domande ai piloti di linea, quando ne vedono uno.

Il pilota di linea, per educazione risponde, ma la verità è che se potesse evitare di parlare di lavoro, lo farebbe volentieri. Confessione di un amico pilota!

In realtà la loro vita, per alcuni aspetti è chiaramente molto diversa da quella di chi non fa questo mestiere, mentre per altri aspetti è lo stesso, se non peggio.

Facciamo qualche esempio per capire quali sono gli svantaggi che un pilota di linea affronta:

  • lavora a turni e non sempre può scegliere di cambiare giornate o orari di lavoro
  • i turni non vengono sempre dati con anticipo, quindi spesso non è possibile organizzare attività legate alla vita personale o con la propria famiglia
  • non esistono festività, le persone viaggiano anche a Natale e gli aerei hanno bisogno di piloti per muoversi
  • non si hanno sempre orari fissi e regolari: un giorno ci si può svegliare alle 4 del mattino, mentre il giorno dopo il primo turno può iniziare all’una del pomeriggio lasciando un buco di diverse ore in mezzo
  • non si è a casa e si vive in hotel quando si viaggia
  • si perdono molti momenti con la propria famiglia

Certo, ti starai chiedendo se la vita del pilota è tutta qui…

Forse no. C’è chi ha trovato un buon equilibrio (ed eccellenti compagni di vita) e quindi non sentono la pesantezza di tutto ciò.

Quindi, se non è la vita che tutti credono che il pilota faccia a motivarci, che cosa ci dovrebbe motivare? 

Il fatto di presentarsi in aeroporto ogni giorno non è gradevole, ma poterlo fare, piuttosto che andare nello stesso ufficio per tutta la vita, diventa veramente motivante quando alla fine della passerella, anzichè il solito ufficio, ti ritrovi un Boeing 747 che ti aspetta.

Infatti, oltre ai turni e nonostante tutti i sacrifici, alla fine della storia, si vola e si pilota un aereo di linea!

Sembra un po’ egoistico visto che i compagni di vita dei piloti rimangono più spesso a casa a far crescere i figli da soli, ma chi decide di spendere il resto della propria vita con un pilota ha messo in conto tutto questo e sono certo che il pilota (uomo o donna che sia), ne è grato e cercherà ogni opportunità per supportare il proprio compagno o propria compagna nella realizzazione dei suoi sogni.

Ma basta questo per essere motivati? No, non basta questo. Vediamone i dettagli.

3. Trovare la Giusta Motivazione per Perseverare

motivazione per diventare pilota

Se i primi due punti sono delle vere motivazioni, quest’ultima non la classificherei come una motivazione, ma piuttosto come un elemento importante per trovare la motivazione mentre si fa il mestiere del pilota di linea.

Ricordo benissimo la frustrazione dei piloti a cui avevo fatto una presentazione sulla motivazione intrinseca, i quali mi hanno chiesto come potevano “auto-motivarsi” quotidianamente e ritrovare quella passione che aveva ad inizio carriera.

Ero rimasto sorpreso, ma poi ripensandoci ho capito che anche loro hanno una vita che NON ruota attorno al lavoro.

La loro de-motivazione era un esempio di frustrazione che probabilmente chiunque avrebbe nell’azienda per la quale lavora se non si sentisse soddisfatto delle condizioni di lavoro.

Come essere piloti di linea preparati

Ora, senza divagare, uno degli elementi che reputo fondamentale per diventare pilota ed avere la giusta motivazione è quello della consapevolezza di ciò che affronterai nella tua carriera o forse già nel tuo percorso di formazione per ottenere il brevetto ATPL.

Ci saranno un sacco di momenti frustranti i quali potranno essere superati se affrontati con la giusta energia.

Se inizi preparato e consapevole che questo accadrà o che c’è una possibilità che questo accada, allora sarà più semplice superare gli ostacoli e raggiungere il tuo obiettivo.

La perseveranza è la migliore medicina contro le difficoltà e la de-motivazione. Vince chi persevera.

Alla fine, entrare ogni giorno in cabina di pilotaggio e vivere il sogno che hai sempre desiderato, è (e sempre sarà) la più grande motivazione per diventare pilota. Lo era anche per il Comandante Sully divenuto famoso per aver ammarato sul Hudson a New York e lo spiega bene nel suo libro che ti consiglio vivamente di leggere.

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  1. Tiziano 10 luglio 2017

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