I cardini  principali sui quali si basa la Sicurezza del Volo, sono la Prevenzione ed il Risk Management, ovvero la Gestione del Rischio.

Oggi desideriamo parlarvi della Prevenzione.

Innanzitutto ché cosa è la Prevenzione ? Possiamo definirla con questa frase:

“Prevenire un effetto negativo significa non ipotizzare che esso si verifichi, ma attivare concretamente tutte quelle risorse umane e tecnologiche atte a scongiurarlo”

Per fare questo non è sufficiente il comune buon senso, né è sufficiente la sola esperienza; una corretta Prevenzione può essere effettuata soltanto seguendo una determinata metodica.

Essa è basata sull’attivazione di un programma basato su specifici requisiti metodologici; detti requisiti sono:

  • L’acquisizione di informazioni;
  • La divulgazione delle informazioni;
  • La definizione di procedure standardizzate;
  • Il controllo e la verifica  del raggiungimento degli obbiettivi preventivi.
  • L’Acquisizione di Informazioni

L’acquisizione delle informazioni si rende necessaria in quanto, oggi, nessun incidente accade o è accaduto per la prima volta.

In pratica le cause degli incidenti non cambiano nel tempo, ma sono invece i protagonisti che cambiano.

Sintetizzando, per fare una corretta prevenzione è necessario conoscere in anticipo l’origine, lo sviluppo e l’esito di un incidente o di un inconveniente, sfruttando al massimo le esperienze degli altri.

Ma come fare?

Attraverso una fonte informativa.

Detta fonte è identificata nella disciplina della Sicurezza del Volo come “Precedente Conosciuto”.

Il Precedente Conosciuto non è altro che la diffusione delle proprie esperienze nell’ambiente operativo, siano esse negative, ovvero legate ai propri errori, a errori altrui che hanno minato la nostra sicurezza, o a inconvenienti tecnici che, oltre a minare la nostra sicurezza, potrebbero inficiare la sicurezza altrui, siano esse positive come un’emergenza ben riuscita, la scoperta di un inconveniente prima di un volo, ecc..

In parole povere occorre acquisire una mentalità mirata alla prevenzione, che ci permetta di rendere note le nostre esperienze negative e perché no, se andate a buon fine, anche positive, mettendole a disposizione di tutti, siano essi piloti, siano esse aziende costruttrici di velivoli, motori, impianti, accessori elettronici, ecc. .

E qui sorge il problema.

L’uomo ed in particolare l’Uomo Pilota è un individualista che malvolentieri ammette un proprio errore ed ancor più malvolentieri tende a renderlo noto agli altri.

Se proprio deve ammettere un proprio errore, tende a minimizzarlo rendendo spesso inutile l’informazione divulgata.

Se la causa di un incidente o di un inconveniente è di natura tecnica egli non ha grandi difficoltà a renderlo noto, ma se l’incidente o l’inconveniente ha avuto origine dal suo comportamento, egli tende a non parlarne.

Come fare allora per superare quest’ostacolo legato alla naturale reticenza dell’uomo ?

Attraverso un particolare forma di raccolta e divulgazione dell’informazione.

  • La Divulgazione delle Informazioni

Una corretta e funzionale divulgazione delle informazioni dovrebbe essere basata sui seguenti requisiti.

  • Ø Una semplice raccolta dei dati, basata su un sistema di facile gestione e ancor più semplice diffusione, come l’utilizzo del Web e della posta elettronica, vedasi come esempio il sito www.sicurezzavolo.it gestito dalla FIVU o il programma di raccolta dati dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo o ancora la rivista Sicurezza Volo dell’Aeronautica Militare.
  • Ø L’Anonimato, il sistema deve essere organizzato in maniera tale da garantire l’anonimato di chi effettua la comunicazione, anonimato non limitato al solo nome e cognome del protagonista o del comunicante, ma anche della località ove un determinato evento si è manifestato e diffondere tali dati soltanto se espressamente voluto dal relatore; è questo il caso di fatti ed esperienze riportate sotto forma di racconto.
  • Ø Evidenza dei dati,  le informazioni derivanti da incidenti o inconvenienti dovrebbero essere circoscritte ai soli fatti e ai dati riferiti al tipo di macchina all’esperienza e tipologia del pilota, alla situazione meteo e ad una sintetica ricostruzione dei fatti e delle soluzioni adottare per risolvere il o i problemi, facendo di tutto per evitare il rischio di inappropriate interpretazioni capaci di innescare reazioni di allarme, o di nascondere invece elementi di elevata valenza informativa.
  • Ø Analisi dei dati, derivanti dalla trasformazione dei dati grezzi in una fonte informativa di facile utilizzo ed interpretazione.
  • La Definizione di Procedure Standardizzate

Il concetto di procedura standard può essere sintetizzato come un sistema semplice per eseguire una serie di operazioni complesse.

In pratica la necessità di definire e adottare procedure standardizzate, deriva dalla opportunità che tutti gli operatori del settore, siano essi piloti, tecnici o addetti ai vari servizi, seguano delle metodiche attuative univoche e similari, destinate a ridurre al minimo possibili errori ed a semplificare procedure che, altrimenti, potrebbero rivelarsi troppo complesse o di difficile esecuzione per i singoli operatori.

Una procedura standard è ad esempio il percorrere un circuito aeroportuale secondo le regole dell’aria o l’esecuzione delle operazioni di cabina in caso di una specifica emergenza.

Ebbene tali procedure derivano sempre da pregressi precedenti conosciuti.

Nel caso del circuito standardizzato in base alle regole dell’aria, la procedura deriva dalle migliaia di precedenti conosciuti raccolti, analizzati e codificati sin dagli albori dell’aviazione che hanno interessato conflitti di traffico in area aeroportuale.

Nel caso di operazioni di cabina in situazioni di emergenza, il più delle volte legate ad uno specifico velivolo, le procedure derivano da precedenti conosciuti legati al velivolo stesso o a particolari tecnici accessori montati su altri velivoli similari.

La definizione degli standards a livello organizzativo ed operativo riveste, come è intuitivo, una notevole valenza a livello preventivo, in quanto lo standard in front-line, è quello che deriva dall’esperienza diretta della linea volo, associata all’organizzazione.

  • CONTROLLO E VERIFICA DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBBIETTIVI PREVENTIVI

L’applicazione e la validità dei principi sopra esposti, condotte al fine di perfezionare e migliorare sempre più le metodiche e di conseguenza i risultati programmati, hanno bisogno di una continua analisi critica da parte del sistema.

A tal fine tutte le organizzazioni prevedono, nella loro struttura, la presenza di personale specializzato o quanto meno specificatamente dedicato, che nelle strutture degli Aero Club e del Volo da Diporto e Sportivo si identifica nell’Addetto alla Sicurezza Volo.

L’addetto alla Sicurezza Volo, che dovrebbe essere rappresentato (ma spesso non lo è) da piloti esperti o specificatamente addestrati (corsi o seminari di sicurezza volo), ha il compito di analizzare, verificare, valutare, ispezionare tutto ciò che può essere ritenuto utile ad effettuare una corretta opera preventiva, per riportare poi detti elementi alla Direzione dell’organizzazione, per l’opportuna applicazione delle procedure o modificazione e perfezionamento delle stesse.

Naturalmente divulgando tutto ciò che nell’ambito della propria organizzazione riterrà valido quale precedente conosciuto da mettere a disposizione di tutti gli interessati.

Racconta la Tua esperienza, non tenerla per Te!

Una Tua esperienza può salvare più di una vita

Eugenio Vecchione

Source: Rivista VOLANDO