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Come Manipolare la Mente Umana

Come facciamo quello che facciamo? Come scegliamo? Come decidiamo? Cosa ci rende chi siamo? Una volta queste domande erano riservate ai filosofi, ma da diversi anni esiste un ramo della psicologia chiamata Psicologia Sperimentale nata per fare esperimenti per conoscere la mente umana e controllare il comportamento delle persone. Per controllare, ingannare e manipolare la mente umana abbiamo a disposizione diversi strumenti senza saperlo. Il primo, più conosciuto, è l’alcol, ma anche lo studio sugli schemi mentali nella PNL (Programmazione Neuro Linguistica) hanno dato grandissimi risultati: attraverso l’uso corretto delle parole è possibile modificare gli schemi mentali e quindi il comportamento delle persone e persuaderle nel fare qualcosa che l’interlocutore desidera. Immagina quanto hanno avuto successo queste tecniche per i venditori o nella pubblicità.

manipolare mente umanaLa necessità di manipolare la mente umana

Per più di cento anni l’uomo ha avuto la necessità di manipolare la mente umana per modificare il comportamento delle persone in specifiche situazioni. Pensa a come sia stato necessario capire cosa fosse successo ai soldati quando tornavano dalla guerra. Lo shock sofferto portava molti soldati a soffrire di depressione e schizofrenia quando tornavano a casa. Studiare questi comportamenti e trovare il modo di prevenirli era fondamentale per l’esercito.

Ma molti studi si sono allargati alla società. Si voleva capire perchè siamo “vittime” della società, vittime della pressione sociale che ci obbliga a seguire determinati comportamenti. Per esempio si cercava di capire come inibire le persone a seguire il proprio ruolo sociale per fare in modo che si sentissero liberi. Per esempio un padre si sente in obbligo di rientrare a casa per stare con la famiglia, ma 50 anni fa si è cercato di modificare questo comportamento con delle droghe facendo in modo che la persona si sentisse libero e non in obbligo rispetto al proprio ruolo. Queste droghe potevano essere utilizzate nelle persone depresse per migliorare la loro condizione.

Studi recenti simili stanno portando a buoni risultati utilizzando piccoli dosi di droghe derivanti da alcuni funghi.

Ma molti esperimenti, fino agli 50/60, sono nati dalla convinzione che psichiatri e neurologi potessero controllare una persona con assoluta precisione utilizzando tecniche di lavaggio del cervello attraverso shock elettrici o con elettrodi inseriti nel cervello, attraverso l’obbligo di obbedire all’autorità e droghe. Alcuni esperimenti avevano superato ogni regola morale e di legalità, ma nonostante questo le tecniche venivano utilizzate sui soldati dalla CIA per “aiutarli” a cancellare la memoria di sofferenza subita in guerra.

Pavlov e gli esperimenti sui bambini

Il contributo di Ivan Pavlov, un medico Russo, è importante in psicologia per comprendere il riflesso condizionato. La forte critica nei suoi confronti è legata all’uso di bambini dopo aver fatto molti esperimenti sui cani randagi di S. Pietroburgo. Pavlov scoprì che il riflesso condizionato è la risposta che il soggetto dà alla presentazione di uno stimolo condizionante. Il riflesso condizionato è una reazione prodotta nell’animale (e poi nei bambini) da un elemento esterno, che l’animale si abitua ad associare ad un preciso stimolo. Per esempio, quando al cane veniva mostrato un metronomo, subito dopo gli si infliggeva una scossa elettrica. Questo portava il cane a modificare il suo comportamento associando il suono del metronomo alla scossa. Infatti, bastava accendere il metronomo che il cane si comportava (impaurito) come quando gli veniva inflitta la scossa elettrica. Pertanto era possibile modificare il comportamento umano associando un comportamento con un determinato stimolo.

Sui bambini, Pavlov, riuscì a modificare il loro comportamento utilizzando una macchina che faceva pressione sul polso. Il bambino stava sdraiato, un tubo davanti alla bocca lo alimentava con dei biscotti ed un’altra macchina faceva pressione sul polso. Ogni volta che gli veniva dato un biscotto la macchina faceva pressione sul polso associando la pressione alla masticazione. Risultò che al bambino era possibile indurre il riflesso di masticare solamente facendo pressione sul polso senza dargli il biscotto.

Skinner e la teoria del rinforzo

Ti ricordi quando la maestra ti dava un premio per aver fatto qualcosa di buono? O quando la mamma ti diceva: “se stai buono ti do la caramella?”. Questi si chiamano rinforzi. Se fai qualcosa di positivo ti arriva un premio. Per anni si è sempre pensato che per indurre un comportamento positivo in un bambino bisognasse dargli un premio ogni volta che si comportava in quel modo (rinforzo). Il primo a fare questi esperimenti era Skinner, negli Stati Uniti. Usava piccioni e gli faceva leggere una scritta del tipo “Ruota” e se il piccione ruotava su se stesso gli dava da mangiare. Dai piccioni è passato alle persone e da qui la tecnica educativa più usata dai genitori: il rinforzo positivo. Utilizzato anche da insegnanti e allenatori sportivi, oggi non è più consigliato. Infatti, nel mondo del coaching si pensa che il rinforzo sia una tecnica di persuasione, di manipolazione, ma che in realtà non possa portare ad un reale cambiamento. Il bambino o l’adolescente per cambiare realmente, deve prendere coscienza di ciò che fa, di ciò che può ottenere e solamente prendendosi la responsabilità delle sue azioni otterrà veri cambiamenti.

Lavaggio del cervello. Sonno indotto per 3 mesi

Nel 1957 fino al 1964 la CIA ha pagato il dottor D. Ewen Cameron, fondatore del McGill University Department of Psychiatry, 69.000 dollari per condurre studi sull’LSD ed esperimenti potenzialmente letali su canadesi curati per piccoli disturbi (ad esempio depressione e ansietà post-parto) all’Allan Memorial Institute. La CIA incoraggiò il dottor Cameron ad esplorare a fondo il suo concetto di “pilotaggio della psiche” per correggere la follia cancellando completamente la memoria del malato e riscrivendo la sua psiche. Gli esperimenti di pilotaggio consistono nel porre le cavie in uno stato vegetativo (indotto da farmaci, elettroshock e privazioni sensoriali) per un periodo massimo di tre mesi e poi nel riprodurre a circuito chiuso nastri registrati con rumori o semplici affermazioni ripetitive per settimane o mesi, in modo da “riscrivere” la psiche azzerata. La maggior parte dei soggetti sottoposti agli esperimenti del dottor Cameron hanno subito danni irreversibili a causa del suo lavoro (Goliszek, “Donald Ewan Cameron”).

Esperimento Milgram. Obbedire all’autorità fino ad uccidere

Come hanno fatto i soldati tedeschi a fare quello che hanno fatto nella Shoah? Persone comuni, di buoni valori,  sono stati protagonisti di una delle più miserabili storie dell’umanità. Anni di dolore e diffusione del male che nessuna era nella storia ha mai conosciuto… e noi ne siamo stati testimoni! Ancora oggi, la strage condotta dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale è fonte di dolore e brutte memorie. Nella mia visita al campo di sterminio a Dacau, pur avendo avuto 17 anni (oggi 31), non potevo in alcun modo accettare le immagini che vedevo sullo schermo: il treno pieno di corpi morti che entrava nel campo, i corpi bruciati nei forni crematori e le vittime uccise per un non nulla. E poi, girarsi di poco e vedere quel luogo, le stesse immagini viste nel video, quasi con la speranza che fosse solo finzione, un film appunto, ma poi rendersi conto che quello che vedevo nel filmato era lì, davanti a me, gli stessi edifici, i stessi forni che avevo appena visitato, le camerate dei detenuti. Gli stessi luoghi… troppo da sopportare per la mente umana di un ragazzo che desidera il bene altrui. E poi chiedersi, “ma come è possibile?!”

Milgram ha condotto un esperimento molto forte dal punto di vista umano, ma che in qualche modo ha spiegato le gesta dei soldati tedeschi. Non giustificato, solo spiegato, intendiamoci. Ha utilizzato degli attori, un sperimentatore e uno studente. Poi ha chiesto a dei volontari di diverse età di mettersi in una stanza (non potevano vedere lo studente attore) e chiedere delle domande agli studenti. Ogni volta che la risposta era sbagliata il volontario doveva dare una scossa elettrica che aumentava di volta in volta, fino ad arrivare ad una scossa mortale. Tre volontari sono arrivati fino alla scossa mortale. Tutti i volontari hanno dato le scosse elettriche (finte, ma non lo sapevano). Quello che ha permesso loro di dare queste scosse elettriche era il delegare la responsabilità degli effetti al ricercatore. Erano talmente persuasi, i loro schemi morali talmente alterati che potevano dare le scosse pur non essendo d’accordo. Questo era l’effetto della volontà ad obbedire all’autorità, esattamente come hanno fatto i soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

httpv://youtu.be/hzrZ88CZLBE

Manipolare la Mente Umana per superare la paura di volare e gli errori umani

Dopo aver studiato questi esperimenti all’università mi sono chiesto se ci fosse un esperimento simile a questi che potesse aiutare le persone a superare la paura di volare. Non c’è. Tranquillo, nessun elettrodo o droghe, ma qualcosa bisogna pur fare. Se 50% degli italiani ha paura di volare ci vorrebbe una soluzione rapida e poco costosa. Anche gli esperimenti del passato sono iniziati con queste premesse: soluzioni facili e veloci. Ma non possiamo dare LSD o inserire elettrodi nei cervelli delle persone che hanno paura di volare. Per ora la soluzione si trova nella psicoterapia o nei corsi delle compagnie aeree.

Inoltre, si potrebbe modificare la mente umana con l’obiettivo di bloccare i canali che ci portano a commettere errori. Si potrebbero “programmare” i piloti e fare in modo che non commettano errori ed evitare incidenti aerei in futuro. Sembra fantascienza, ma sicuramente qualcuno ci sta già lavorando e pensando di programmare un essere umano come fosse un computer. Se fosse così, ti lasceresti programmare?

Gli esperimenti psicologici (del passato) hanno superato i limiti accettabili dalla società. Oggi si utilizzano metodi normali per ottenere risultati scientifici, anche se l’uso di animali non è mai passato di moda. Rimane comunque interessante e utile tutto quello che si scopre in psicologia e che può cambiarci la vita.

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