Dialogo Sulla Sicurezza Del Volo Nell’Aviazione Da Diporto E Sportiva

Con questo articolo ho il piacere di iniziare un dialogo inerente la difficile disciplina della sicurezza del volo con i lettori di questo Blog, ma anche con i lettori non piloti, ovvero semplici appassionati delle discipline del volo.

I principi che verranno di fatto enunciati ed analizzati potranno, infatti, essere oggetto di riflessione o di conoscenza per i praticanti, la disciplina del volo e nello stesso tempo fornire, ai più, tutte quelle informazioni inerenti l’argomento sicurezza del volo, che spesso giungono distorte dai non sempre ben informati media, con la conseguenza di ingenerare nella massa ingiustificate fobie ed allarmismi nei confronti del volo e dell’aeroplano sia esso, nobile oggetto di svago, che strumento principale di trasporto.

LA SICUREZZA VOLO

L’utilizzo di un qualsiasi mezzo di locomozione, sia esso aereo, terrestre o marino, comporta sempre una certa dose di rischio, riconducibile a tre fattori fondamentali imputabili, all’uomo ed al suo comportamento, al mezzo stesso ed all’ambiente ove si opera.

Di conseguenza, lo svolgimento di una qualsiasi attività legata all’utilizzo di un mezzo di locomozione sarà fortemente influenzato dalla combinazione di questi tre parametri.

Lo studio e l’applicazione delle tematiche inerenti la correlazione dei tre sopracitati fattori, sviluppatisi in seno alla specifica necessità di ridurre al minimo il rischio connesso all’attività di volo ha dato vita a quella disciplina conosciuta sotto il nome di Sicurezza del Volo.

Essa, purtroppo, a tutt’oggi non è ancora divenuta una disciplina codificata come l’aerodinamica, la navigazione, o la tecnica di volo e questo fatto rende difficile, o quantomeno difficoltosa, l’acquisizione da parte dell’utente delle nozioni e principi specifici, necessari all’applicazione della sua tematica. Cercheremo pertanto di evidenziare quali siano detti principi specifici, necessari a tracciare un sentiero che possa facilitare l’analisi e l’applicazione delle tecniche e delle filosofie necessarie allo scopo.

La S.V. può’ essere definita come:

“un insieme di regole comportamentali riferite all’uso della macchina e all’uomo, destinate ad ottenere il massimo rendimento del volo con il minimo rischio”

Quanto enunciato significa che la S.V. (Sicurezza del Volo) non rappresenta il fine ultimo dell’attivita’ di volo ma semplicemente uno dei tanti obbiettivi insiti in essa.

In particolare un elevato standard di sicurezza concorrerà, oltre a garantire l’incolumità dell’uomo e della macchina, ad accrescere il rendimento dell’ attività volativa.

Quanto evidenziato deve condurci a considerare che la S.V in sé stessa raggiungerà la massima valenza solo se vi sarà un giusto equilibrio tra l’obbiettivo finale dell’attività volativa ed il rischio necessario a raggiungere tale obbiettivo.

La tendenza logica insita nella tematica sarà pertanto il raggiungimento del livello zero incidenti che, purtroppo, come in tutte le attività umane ciò è impossibile da ottenersi, ma nessuno ci proibisce di tentare l’avvicinamento a questo bersaglio.

Gli strumenti necessari allo scopo sono due, la PREVENZIONE e LA MENTALITA’ MIRATA.

Prevenire un effetto negativo significa:

“non ipotizzare che si verifichi, ma attivare concretamente tutte quelle risorse umane e tecnologiche atte a scongiurarlo”

Per mentalità mirata deve intendersi:

“quella autodisciplina che, prescindendo dall’amor proprio e dall’altrui pensiero, ci permetta di iniziare, condurre e completare un volo nel rispetto dei principi sopra enunciati”

Più precisamente ciò vuol significare che occorre acquisire una forma-mentis particolare, che può essere assimilata soltanto con un tirocinio tecnico e normativo dedicato e delicato, intervenendo con psicologia nell’opera di prevenzione, senza permettere che il concetto di sicurezza sia interpretato come inibizione o limitazione all’attività di volo, o quel che è peggio ingenerando fobie o paure prive di fondamento.

L’opera di prevenzione e la mentalità mirata dovranno pertanto agire nei dovuti modi e nelle dovute proporzioni sui fattori di rischio che concorrono al verificarsi di un incidente o di un inconveniente.

Detti fattori, come accennato nelle premesse sono tre e più precisamente:

– Il Fattore Umano;

– Il Fattore Macchina;

– Il Fattore Ambiente.

Un grazie a:

Eugenio Vecchione

fonte: Rivista VOLANDO

www.volandomagazine.it

 

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