Eritrofobia. La paura di arrossire

L’eritrofobia è una forma di fobia legata alla paura di arrossire. E’ una cosa normale, arrossire in pubblico capita a molte persone. A livelli diversi, le persone arrossiscono per la vergogna e i “sintomi” sono leggermente diversi per ognuno. C’è chi arrossisce su tutto il volto, chi solo sulle guance e chi solo sul collo.

Succede di più alle donne che agli uomini e negli adolescenti che negli adulti. Si arrossisce dalla vergogna e ci si vergogna di essere rossi! Non so se mi spiego. Oltre ad essere rossi per fattori esterni – essere sotto l’attenzione di tutti o essere timidi, ma dover relazionarsi con altre persone – diventiamo rossi anche per fattori interni causati dal fatto che non vogliamo che gli altri vedano che siamo rossi.

La pelle arrossisce, sale un forte calore in tutto il corpo e ci si sente confusi, non si rivolge lo sguardo verso l’interlocutore e si fa di tutto per fare in modo che gli altri non vedano che siamo rossi. L’ultima difesa esterna verso una “minaccia”, ci ha traditi! La pelle è l’ultima cosa che protegge il nostro “Io” dall’ambiente esterno. I pensieri possono essere nascosti, ma la pelle no! Pertanto ci sentiamo totalmente “nudi” e vulnerabili.

Se queste esperienze si ripetono frequentemente, questo porterà ad una ossessiva auto-osservazione che conduce ad una dipendenza dal giudizio altrui ed una forte svalutazione personale (costante ricerca di riconoscimento). Chi diventa rosso viene giudicato un timido privo di carattere che si spaventa o si scoraggia perchè si mostra goffo e impacciato nei rapporti con gli altri.

L’ansietà delle possibili reazioni della comunità, e il timore di essere sottovalutato a causa dei propri rossori, scatena allora un comportamento fobico: la paura di diventare rossi diventa  un’ossessione, un’idea penosa, presente alla mente in modo continuo  causa di grande angoscia. L’ereutofobico grave teme in ogni momento di diventare rosso, con qualsiasi persona e per qualsiasi motivo. 

Cosa fare?

Non ci sono molte alternative. Avendo una natura psicologica la cosa migliore è sottoporsi a sessioni di psicoterapia o coaching per lavorare su se stessi.

Sapendo che la natura è psicologica e che la vergogna è legata ad una svalutazione di se stessi, una possibile soluzione è quella di accrescere la propria autostima. Questo si fa prima di tutto accettando la propria condizione di “rossore cronico” e accettando il fatto che in futuro ci troveremo in situazioni con un forte carico emotivo.

L’autostima va allenata, questa è la parte più lunga ed elaborata. L’autostima non si può spiegare in un solo articolo e non va considerata come una patologia a cui applicare una cura. La tua autostima sei tu, è l’amore che hai nei tuoi confronti è la serenità che senti quando ti guardi allo specchio. 

Il rossore e la vergogna sono di natura personale. Sono qualcosa che generi tu e tu solo potrai fare in modo che non si facciano più vivi.

Purtroppo, arrossire in pubblico ci fa sentire come se gli altri pensassero di noi che siamo ridicoli, persone timide, inadeguate e fragili. Quando in realtà a casa, nella sicurezza del nostro ambiente, intimamente sappiamo chi siamo, ma per qualche ragione davanti ad altre persone non riusciamo a farlo uscire.

E’ ora, quindi, che decidi di allenarti a relazionarti meglio ed in maniera diversa con le persone attorno a te. Più esperienze farai meglio ti sentirai quando sarai circondato da molte persone. Inizia con le persone che conosci meglio ed allenati ad essere più coinvolto nei dialoghi. Sii più attento a loro ed interessati a quello che fanno e dicono. Spesso la nostra autostima dipende anche da un nostro auto-centrismo: interessarsi agli altri dimostra che sei soddisfatto di te stesso e che non ti serve dimostrare nulla a nessuno.

Esempio di allenamento: una persona timida che lavora al bar è obbligato a relazionarsi con il pubblico ed è sotto l’attenzione di tutti mentre lavora. Nel tempo quella persona timida si abituerà alla presenza di altre persone e porterà questa sensazione con sè anche in altri ambiti di vita che prima lo innervosivano.

Insomma, dipende tutto da te. Prendi coscienza di cosa ti accade e lavora sulla tua autostima… e se non ce la farai da solo, contatta un coach che ti porterà sulla retta via!

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2 Comments

  1. BERTINA 11 Gennaio 2014 at 21:23 - Reply

    ES POCO LO QUE ENTIENDO POR EL IDIOMA, PERO CREO QUE SE REFIERE A LAS PERSONAS QUE TIENEN VERGUENZA PORQUE TIENEN LA AUTOESTIMA BAJA, Y EL ESCRITO DICE COMO TRABAJAR UNO MISMO PARA SUBIR SU AUTOESTIMA POR FAVOR ES ASI SI O NO?

    • Daniele Peluffo 12 Gennaio 2014 at 11:52 - Reply

      Si Bertina es asi. Mejorando la relacion que uno tiene con si mismo, mejora las relaciones con otras personas.

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