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I Corridoi dei Cieli in Caso di Emergenza

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Volare non significa decidere di andare in linea retta da A a B. In alcuni casi questa regola può anche essere vera, ma nella maggior parte dei casi gli aerei di linea seguono dei corridoi.

In un altro post vedremo che in Europa esiste la possibilità di volare “liberamente” senza restrizioni sulle rotte, oggi voglio parlarti invece di come vengono utilizzati i corridoi dei cieli in casi di emergenza.

Per casi di emergenza non intendo un problema legato all’aereo o ai passeggeri, ma intendo tutte quelle condizioni che alterano la navigazione aerea mondiale per qualche ragione geografica o politica.

Ad esempio, l’eruzione di un vulcano può obbligare molti aerei a sviare da una certa rotta per incanalarsi in un corridoio dove aerei che volano in direzioni opposte si possono trovare a viaggiare assieme.

Un altro motivo sono le guerre, purtroppo. Abbiamo visto come lo spazio aereo Siriano sia stato chiuso per molti anni e nessun aereo di linea abbia volato sopra quella zona.

Oggi invece voglio parlarti di una situazione simile nata negli ultimi 2 giorni che ha obbligato molti aerei di linea a cambiare rotta letteralmente all’ultimo secondo.

Si tratta dell’attacco aereo Indiano nei confronti del Pakistan. Quando le cose si sono messe male qualche giorno fa, molti aerei sono stati obbligati a cambiare rotta in volo e letteralmente sono ritornati indietro con una virata di 180°, come puoi vedere dall’immagine qui sotto.

spazio aereo corridoi dei cieli

Per tutti gli altri voli che dovevano passare sopra il Pakistan per andare in India o per sorvolarla (nel caso andassero verso altre destinazioni), c’è stato uno svio dalla rotta che li ha portati sopra il mar Arabico.

Dall’immagine puoi vedere come ci sia una sorta di incolonnamento sotto il Pakistan che parte da Mumbai in India e va verso la penisola Arabica.

Cosa sono i Corridoi dei Cieli

Sono delle vere e proprie “autostrade” nel cielo che permettono di controllare meglio il traffico aereo e di rendere i voli più sicuri.

Non è un caso che tutti questi aerei si trovino “incolonnati” nella stessa fetta di cielo. Dopotutto di spazio ce n’è in abbondanza, quindi perché agglomerare tutti in un unico corridoio?

I corridoi dei cieli hanno dei nomi, delle direzioni e delle quote ben precise. In questo post te ne avevo parlato approfonditamente.

Si usano perché permettono di dare ordine e sicurezza in determinati spazi aerei. Nel caso preso in esame, volando a sud del Pakistan ci troviamo in una zona molto frequentata da tantissimi voli che vanno e vengono dai diversi paesi che si trovano li.

Oltre ai voli a breve raggio, ci sono anche molti voli a lungo raggio che transitano di li per andare verso destinazioni lontane. In altre parole, i corridoi permettono ai controllori del traffico aereo di gestire meglio tutti gli aerei che volano in quello spazio aereo.

Un altro esempio di utilizzo intelligente dei corridoi riguarda le quote di volo. I voli che vanno in una direzione volano a quote pari (36.000 piedi, 38.000, ecc.), mentre chi vola in direzione opposta vola a quote dispari (35.000 piedi, 37.000, ecc.). Questo permette di avere sempre una separazione verticale minima di 1.000 piedi.

Nel caso di questi giorni con i problemi sorti in Pakistan, questo aumento drastico e repentino del traffico aereo nel corridoio che si trova sopra il mar Arabico ha portato molti aerei a dover fare uno scalo tecnico per caricare più carburante. L’aumento del traffico aereo ha congestionato quella zona e ha portato molte compagnie aeree a cancellare voli che non sono mai partiti a causa dell’incremento del consumo di carburante.

Un volo dall’India verso l’Europa, con questa rotta, si allunga di 3 ore rispetto alle rotte tradizionali che portavano sopra il Pakistan. Chiaramente la situazione è temporanea, almeno lo si spera.

Ecco quindi come si usano i corridoi dei cieli in casi di emergenza.

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