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I Fumi dei Motori possono Entrare in Cabina? – Il Caso delle Hostess di Alaska Airlines

fumi in cabinaQuattro assistenti di volo di Alaska Airlines hanno denunciato l’azienda costruttrice Boeing perchè dicono di essersi ammalate durante il servizio su un volo da Boston a San Diego su un 737 della compagnia aerea a causa dei fumi dei motori entrati in cabina attraverso il sistema dell’aria condizionata.

Da sempre esiste questa idea sbagliata che i fumi dei motori possono entrare in cabina. L’idea nasce dal fatto che parte dell’aria che entra nei motori viene utilizzata per l’aria condizionata appunto. Vedremo più avanti come funziona in dettaglio l’impianto di condizionamento di un aereo. Per ora basti sapere che l’aria esterna entra nei motori e viene incanalata ed utilizzata per la cabina.

Nel caso delle quattro hostess ci sono diversi dubbi che nascono pensando a quello che dicono. Prima di tutto come mai solo loro si sono sentite male e non anche i passeggeri? Secondo il loro avvocato le assistenti di volo hanno trascorso molto più tempo dei passeggeri in quella cabina, anche a terra prima del volo si trovavano già dentro l’aereo.

La scusa però non convince perchè a terra i motori sono spenti e l’aria utilizzata per la cabina viene presa da un impianto esterno collegato all’aereo. Solo in alcuni rari casi si utilizza l’APU (Auxiliary Power Unit), un piccolo motore messo in coda che produce energia quando i motori sono spenti.

Una cosa però è vera riguardo ai fumi che entrano in cabina. C’è solo un caso in cui effettivamente avviene ed è al momento dell’accensione dei motori. Se c’è vento al traverso o in coda allora una parte può entrare dalle prese d’aria esterne, ma solo per un momento. In cabina si sente quel tipico odore di cherosene. In alcuni casi lo stesso fenomeno avviene anche quando si spengono i motori.

Il problema nasce solo ora?

Il metodo utilizzato per pressurizzare la cabina, fornire aria condizionata, alimentare i sistemi pneumatici dell’aereo è pressochè identico su altri modelli di aerei della Boeing e di Airbus. Tutti utilizzano “engine bleed”, ovvero, come dicevamo, una parte dell’aria compressa dei motori per alimentari i vari sistemi. Solo il Boeing 787 non lo utilizza.

A questo punto viene da chiedersi come mai in tutti questi anni e su tutti questi aerei solo ora nasce un caso del genere come quello delle quattro hostess di Alaska Airlines? Non è forse vero che in macchina o nelle grandi città i livelli di smog sono talmente alti in certi casi che superano la soglia accettabile per l’uomo? Tutti gli alimenti a contatto con la plastica o altri elementi chimici non sono forse dannosi per la salute umana?

Non mi preoccuperei molto dei fumi che entrano in cabina, fenomeno rarissimo e del tutto innocuo. In volo ci sono altre cose che possono danneggiare la salute umana (dei piloti più che dei passeggeri). L’esposizione ai raggi solari per esempio, cosa che interessa i piloti e meno le assistenti di volo.

Se sei finito su questo Blog sicuramente sarai anche tu un viaggiatore accanito o un assistente di volo ed avrai volato molto e saprai benissimo che fenomeni di “intrusione” di fumi dei motori in cabina non avvengono così spesso.

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