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Incursioni Aeree E La Sicurezza Del Volo Crolla

incursioniHo letto un articolo pubblicato su “Il Tempo” che ho trovato su aviazionecivile.it, in cui si segnala il problema delle incursioni aeree di piccoli velivoli sulle rotte dei grandi jet.

Il titolo dell’articolo è emblematico, ma esagerato (Sfiorati 270 disastri aerei in un anno).

Il problema delle incursioni aeree

Chi mi legge da tempo sa benissimo che non mi piace quando i media ingrandiscono un problema per attirare lettori. Quindi, cerchiamo di capire meglio il problema di cui si parla nell’articolo del giornale (le incursioni aeree).

Quello che non capisco di questo articolo sono frasi del tipo: “«Penetrazioni non autorizzate» vengono definite in gergo e le 270 registrate nel 2013 sono tante, troppe per dire che i cieli del Belpaese siano sicuri“.

Troppe per dire che i nostri cieli siano sicuri?? Non sono troppe e non minano la sicurezza del paese.

Anche una sola incursione è troppa, 270 sono esageratamente troppe, ma questo non mina la sicurezza di tutti i passeggeri.

I rischi in aviazione ci sono e ci saranno sempre, le misure atte a ridurre questi rischi fanno la differenza e misure poco efficaci minano la sicurezza dei passeggeri.

E l’articolo continua dicendo: “…sono stati una trentina i piloti che hanno tagliato la strada ad aerei più grandi”.

Tagliato la strada?? Di quale strada si parla?? Certo, è un modo di dire, è un modo per semplificare il discorso e rendere l’articolo comprensibile a tutti, ma quale immagine ti viene in mente quando leggi queste parole??

Al lettore inesperto non è chiaro cosa stia succedendo nei cieli e scrivere in questo modo un argomento sensibile genera idee confuse tra i passeggeri ed i piloti.

Continuando, nell’articolo si parla di aerei da diporto indicandoli come alianti, Cessna e Piper. Poi, in più occasioni li si nomina come “Jet da diporto”, categoria che non esiste, ma il lettore anche qui si immagina aerei a jet che volano senza seguire regole.

Un jet è un aereo che appunto ha un motore a jet, l’aliante non ha nemmeno il motore. Cessna e Piper sono aerei con motori ad elica. Le varie categorie seguono regole del volo diverse.

Esiste anche la categoria dei Jet privati che volano, a volte, a vista come anche i Jet di linea. Infatti, nell’articolo si deduce che il problema nasce dai piloti che volano a bassa quota seguendo le regole del volo visuale (VFR). Ma anche i Jet di linea possono seguire queste regole VFR se le condizioni meteo lo permettono.

Il Problema e la Soluzione (secondo me)

Il problema riportato è di velivoli non autorizzati che entrano in spazi aerei dove volano solo aerei autorizzati.

E’ come una zona a traffico limitato (ZTL) in città, entra solo chi è autorizzato.

Ma come controllare chi non può entrare??

Il problema è: “Trovare un modo per evitare che questi aerei da diporto o sportivo non entrino nelle zone limitate ai liners (jet di linea)”.

I piloti non conoscono queste zone, non sanno leggere le mappe e non sempre sanno parlare alla radio.

Il problema, alla fine di tutto, è la cattiva formazione dei piloti. Bisogna quindi ritorniamo sui banchi della scuola di volo e formare piloti in modo migliore.

Conclusione

Decisamente ci sono problemi di spazio aereo in Italia, troppi spazi, troppi aerei e poca preparazione.

Quando si studiano gli spazi aerei ci si confronta con altre persone e spesso, da noi, il confronto non avviene in maniera costruttiva. Parlando con i piloti da diporto e piloti di aviazione generale, da quando l’Enac ha cambiato gli spazi aerei, le cose sono peggiorate.

In definitiva, l’articolo che ho riportato parla di un problema non semplice e molto pericoloso.

E’ vero che in alcuni casi si sfiora il disastro aereo. Come è avvenuto negli stati uniti dove un aereo di linea si è scontrato con un Cessna su cui volava una famiglia che andava in vacanza. Sono morti tutti i passeggeri di entrambi gli aerei.

Il pilota del Cessna si era confuso ed i piloti dell’aereo di linea stavano cercando il piccolo aereo privato, ma volando contro luce, con la testa spesso abbassata per controllare la strumentazione e purtroppo non hanno potuto vedersi a vicenda.

Speriamo che realmente le cose cambino in Italia e che si possa trovare una soluzione alla formazione dei piloti, degli istruttori di volo e dei controllori del traffico aereo.

Relazione ANSV

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