Siamo disposti a raggiungere un obiettivo, ma non siamo disposti a fare il sacrificio necessario per affrontare gli ostacoli che ci allontanano da quell’obiettivo.

Spesso la vita ci porta a realizzare che abbiamo bisogno di un cambiamento, che abbiamo bisogno di novità, di qualcosa che ci stimoli a vivere meglio. Questo avviene a qualunque età, abbiamo un innato istinto verso il miglioramento continuo.

Ci sentiamo entusiasti quando siamo in grado di scoprire quale sarà il nostro prossimo obiettivo, poi però, succede qualcosa di inaspettato. Un imprevisto la cui probabilità di manifestarsi lungo il nostro tragitto era bassa e ci travolge come un’onda anomala che spazza via qualunque briciolo di speranza di poter realizzare quel sogno.

Ma perché succede questo? Cosa ci spinge a rinunciare già al primo ostacolo che incontriamo? Cosa ci porta a demoralizzarci non appena vediamo che le cose non sono così lineari come immaginavamo?

Me lo sono chiesto più volte e ci sono diverse risposte disponibili.

  • Chi dice che vogliamo sempre prendere scorciatoie e fare minor fatica possibile.
  • Chi dice che siamo troppo abituati a fare le cose nello stesso modo e quindi incapaci di adattarci.
  • Chi è abituato ad avere qualcuno che fa le cose al posto suo.
  • Chi pensa di non avere le competenze adatte per quel dato compito.
  • Chi vuole sentirsi bene nell’immediato e non considera il suo benestare anche nel lungo periodo.

Insomma, ci sono diverse teorie e le vorrei sommare tutte in una sola metafora che secondo me potrebbe aiutare ad avere una visione diversa del mondo che ci circonda.

Valido per chiunque ed in particolare mi rivolgo ad aspiranti piloti e piloti attivi: È importante adattarsi alle situazioni senza mai dimenticarsi qual è l’obiettivo da raggiungere.

Devi essere come una barca a vela: hai una destinazione e una rotta da seguire, ma non hai sempre venti favorevoli e devi adattare il tuo percorso in base alla situazione che ti circonda.

Come adattarsi e superare gli ostacoli

Parliamoci chiaro, niente viene realizzato senza un certo grado di difficoltà. È importante prevedere i possibili imprevisti che si potrebbero incontrare lungo il percorso, ma è ancora più importante comprendere che esiste almeno un 20% di probabilità che incontreremo imprevisti non calcolati a cui dovremo dedicare l’80% delle nostre energie.

Una barca a vela, per chi non lo sapesse, non può sempre puntare direttamente verso la destinazione e viaggiare in linea retta. In realtà, le barche a vela viaggiano spesso a zig-zag. Questo perché il vento più favorevole è quello che arriva a 45° rispetto la prua della barca.

Ma cosa bisogna fare quando il vento non arriva dalla direzione attesa?

Semplice, ci si adatta, non ci si ferma aspettando venti migliori. Si calcola la direzione della prua per sfruttare il vento attuale e navigare verso la destinazione, anche se la prua non è direttamente in linea con essa.

Questo può voler dire molte cose:

  • allungare di molto il tempo di percorrenza
  • rallentare l’andamento
  • arrivare più tardi del previsto
  • passare dei momenti della navigazione in cui si viaggerà più velocemente e altri in cui si viaggerà a velocità quasi nulla

Una volta in mezzo al mare e con pochissimo vento o addirittura nullo, che cosa possiamo fare?

Superare gli ostacoli significa adattarsi

L’intelligenza è stata definita in molti modi. Ci si riferisce spesso ad essa utilizzando la parola competenza o capacità di apprendere. Quella che preferisco definisce l’intelligenza come la capacità di adattarci alle situazioni, perché questo adattamento porta all’apprendimento di nuove competenze, di nuovi stati d’animo, ci dà l’opportunità di conoscere meglio noi stessi in situazioni diverse.

Adattarsi alle situazioni significa usare la testa, adoperare le conoscenze che già possediamo ed utilizzarle al meglio, svilupparle e modificarle in base al momento, alle persone o al nostro stato d’animo.

Ma non ci adattiamo solo al mondo che ci circonda, dobbiamo adattarci anche a noi stessi.

Adattarsi alle nostre emozioni e conoscerle meglio

Infatti, non ci adattiamo solamente all’ambiente esterno (a quello che il mondo ci “tira addosso”), ma ci adattiamo anche ai nostri stati d’animo e alle nostre emozioni, imparando a gestirle e migliorarle, ad esempio, per sviluppare la nostra capacità di autocontrollo, la nostra capacità di affrontare stati d’animo negativi e ridurre la loro influenza sui nostri pensieri, oppure possiamo allenare la nostra creatività.

Insomma, come una barca che non sempre sa quale vento potrà spingerla verso la destinazione, così anche noi ci possiamo adattare lungo il nostro percorso verso la meta e apprendere, vivere meglio, sentirci più capaci di agire e quindi più forti e più sicuri di noi stessi. In altre parole, più felici e realizzati.

Per i futuri piloti o coloro che stanno vivendo un momento di incertezza in questo periodo così particolare, dico che il vento forse è poco favorevole, forse non sta soffiando nella direzione in cui vorresti o non soffia affatto, ma questo non significa che la tua meta è cambiata o che non la raggiungerai mai.