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Pilota Giapponese Ubriaco Arrestato a Londra

piloti ubriachiCon mia sorpresa ho scoperto che in Giappone i piloti hanno un problema di alcolismo!

Che sia vero o meno ci sono diverse storie (anche recenti) di piloti Giapponesi che si sono presentati al lavoro ubriachi.

Te ne racconto alcuni, non tanto per riportare i fatti, ma piuttosto per rendere noto il problema dell’alcolismo tra piloti e le normative che regolano il consumo di alcol durante il servizio.

Pilota Giapponese arrestato a Londra

A Londra, a fine ottobre, un primo ufficiale della compagnia JAL – Japan Airlines, si è presentato in aeroporto con un tasso alcolico 10 volte sopra il limite permesso in Gran Bretagna.

Il pilota è stato arrestato nell’aeroporto di Heathrow dopo che l’autista che ha portato l’equipaggio in aeroporto ha sentito odore di alcol provenire dal co-pilota ed ha segnalato la cosa al personale di sicurezza i quali hanno chiamato la polizia.

Dopo aver fatto il test alcolico la polizia ha arrestato il pilota. L’accaduto è stato confermato anche dalla compagnia aerea in un comunicato stampa ufficiale.

Il volo sul quale doveva operare il pilota era il JL044 diretto a Tokyo con un Boeing 777. Dopo l’arresto il volo è partito con 1 ora di ritardo e anziché avere 3 piloti a bordo ce n’erano solamente 2.

Il regolamento della compagnia rispetto il consumo di alcol durante il servizio, prevede che si possa consumare alcolici fino a 12 ore prima del volo.

Il problema in questo caso è che la quantità di alcol consumata dal pilota era talmente elevata che 12 ore non sono bastate per “smaltirla”.

Dopo questo incidente la compagnia aerea ha aumentato le ore limite per il consumo di alcolici, da 12 a 24 ore.

Alcolismo tra piloti

Questo problema non si limita ad un solo evento.

Anche un pilota della compagnia ANA – All Nippon Airways, dopo aver passato una serata in un ristorante in Giappone, ha chiamato la compagnia per dire che era ammalato.

Anche lui aveva un limite di 12 ore senza alcol prima del volo che chiaramente era stato violato.

Questi sono due esempi di violazioni delle regole interne della compagnia. Ci sono altri casi di piloti Giapponesi con lo stesso problema. Ci sono almeno 15 casi del genere riportati nel 2017 e 6 nel 2018.

Il Ministero del Trasporto Giapponese ha obbligato tutte le compagnie aeree nazionali di riportare al Ministero stesso le misure di controllo sul consumo di alcol del personale di volo, entro la metà di Novembre.

Come affrontare il problema?

Gli esempi riportati si limitano a piloti Giapponesi. Questo comunque ha un’influenza mondiale perché chiaramente chiunque di noi potrebbe trovarsi su un volo JAL verso Tokyo o altre destinazioni in Giappone.

Come per i Giapponesi, il problema può essere anche riscontrato in piloti di compagnie aeree europee. Ci sono diversi casi riportati sia in Europa che negli Stati Uniti, pertanto il fenomeno esiste anche qui da noi.

Nella mia esperienza non ho mai incontrato piloti che avessero problemi di alcolismo o che si presentassero ubriachi in servizio.

Ad ogni modo, per risolvere un problema del genere bisogna implementare dei sistemi di controllo regolari (prelievi del sangue con cadenza regolare).

Ma non basta.

La responsabilità condivisa

Quello che più mi ha stupito del caso del pilota JAL arrestato a Londra è il comportamento del resto dell’equipaggio.

Se l’autista aveva notato il problema, perché gli altri membri dell’equipaggio non avevano fatto qualcosa?

Cosa sarebbe accaduto se l’autista non avesse riportato la cosa alla sicurezza?

Il comandante avrebbe comunque permesso al pilota di volare?

Non lo so, ma certamente un modo molto semplice di evitare che casi del genere si ripetano è quello della responsabilità condivisa.

Tutti i membri dell’equipaggio sono responsabili per le azioni di un altro membro.

In questo modo si delega parte della responsabilità anche ad altre persone che attuano da controllori durante il servizio.

Dobbiamo tenere bene a mente che la responsabilità non si delega e non si insegna, ma si assume. L’assunzione di responsabilità da parte di piloti professionisti è un requisito necessario ed insito nel ruolo che ricoprono.

A questo punto c’è poco da dire. Il problema è preoccupante e si aggiunge ad una serie di fenomeni che riguardano i piloti.

Negli ultimi anni alcuni eventi hanno portato l’attenzione della sicurezza del volo non tanto sulle skills, ovvero sulle abilità del pilota, piuttosto sulla loro vita personale.

In un altra occasione ho riportato il problema della depressione di tra piloti di linea. Questo fenomeno ha iniziato ad essere pubblico soprattutto dopo l’incidente Germanwings dove un pilota suicida ha “portato” con sé anche tutti i passeggeri.

Il problema era già noto, ma forse si era fatto poco.

Vogliamo che anche il problema dell’alcolismo diventi pubblico prima di decidere di fare qualcosa?

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