La mia Esperienza sul Simulatore di Volo al Centro Addestramento Lufthansa

simulatore 737Esistono una miriade di simulatori di volo diversi. Vanno da quelli commerciali della Microsoft, il famoso Flight Simulator, quelli autocostruiti in casa a quelli professionali utilizzati dalle compagnie aeree o dalle scuole di addestramento.

Ognuno a suo modo ha la sua importanza nella formazione dei piloti, ed il modo in cui vengono utilizzati è importante da conoscere.

Ti racconto la mia esperienza al centro addestramento Lufthansa dove ho vissuto l’emozione di pilotare il simulatore full motion di un Boeing 737.

Se vuoi saperne di più sui simulatori e cosa significa simulatore full motion, ti consiglio di leggere questo articolo.

Simulatore del B737/800

Questa esperienza mi è stata regalata per la mia laurea diversi anni fa, ma ricorderò per sempre quelle 3 ore a Berlino al centro addestramento Lufthansa.

Mi sono recato presso il centro dove sono stato accolto da uno dei comandanti. Eravamo un piccolo gruppo di 3 persone più il comandante della Lufthansa che sarebbe stato il nostro istruttore quel giorno.

Prima di tutto abbiamo fatto un giro nel centro dove si trovano tutti i simulatori. Ce ne sono diversi a Berlino. L’altro centro addestramento tra cui potevo scegliere era a Francoforte.

I simulatori full motion sono una meraviglia da vedere da fuori. Macchine enormi che si muovono come farfalle!

Finito il giro siamo andati in uno stanzino dove il comandante ci ha introdotto alla cabina di pilotaggio del 737/800, ci ha spiegato brevemente dove si trovano i principali comandi che avremmo utilizzato e soprattutto ci ha spiegato alcune tecniche di pilotaggio necessarie per il 737.

Quali tecniche?

Prima di tutto devi sapere che un 737 per quanto grande sia, vola come un Cessna, non ti rendi conto delle reali dimensioni. Quindi, quando metti mano sulla cloche devi essere gentile senza fare movimenti bruschi.

Poi ci ha spiegato come utilizzare i pedali ed i freni. Mentre si è in pista fino a 40 nodi si può controllare l’aereo con il ruotino, sopra quella velocità si utilizzano solo i pedali.

I freni sono molto sensibili, quindi anche qui bisogna saper dosare. Come in macchina.

Dopo il briefing sui comandi, abbiamo fatto il briefing sul volo. Ognuno di noi aveva la possibilità di sedersi sia sul lato del co-pilota sia sul lato del comandante.

Sul lato del co-pilota avremmo svolto il ruolo appunto del co-pilota assistendo il comandante. Sul lato del comandante… puoi immaginare.

Dopo circa un’oretta, eravamo pronti per entrare nel simulatore, ambientarci un po’ ed iniziare.

Nel simulatore al posto del co-pilota

Dopo aver lanciato la moneta a me è capitato il primo turno come co-pilota. Nessun problema perchè mi ha dato modo di familiarizzare un po’ di più con la cabina.

Chiaramente, da buon appassionato, prima di andare a Berlino mi ero studiato per filo e per segno ogni dettaglio della cabina, ogni strumento e la posizione di ogni bottone. La cosa mi è servita perchè una volta dentro sono riuscito a riconoscere le varie cose.

Abbiamo iniziato la simulazione. Prima di tutto dovevamo “sentire” la sensibilità dell’aereo a terra mantenendolo centrato lungo il centro pista accelerando ad una velocità di 80/100 nodi.

Non semplicissimo, ma ci è voluto poco per capire quanto spingere sui pedali.

Fatto questo eravamo pronti per il decollo. Il “comandante” ha iniziato ad accelerare e io dovevo chiamare le velocità V1 e Vr. Una volta in volo ho sollevato il carrello e man mano che la velocità saliva ho regolato i flap.

Qualche virata e poi pronti per l’atterraggio. Non abbiamo fatto alcuna manovra per arrivare in pista. Purtroppo avevamo solo 20 minuti a testa per “giocare”, quindi l’istruttore di volo ha impostato la simulazione posizionando l’aereo sul finale regolando la manetta dal suo quadro comandi e facendoci atterrare utilizzando solo la cloche e non regolando le manette.

Dovevamo mantenere la direzione con la pista e seguire il sentiero di discesa con l’Ils. Al momento giusto bisognava sollevare il muso dell’aereo e toccare terra.

Il mio turno come “comandante”

Ora iniziavamo ad essere seri. Ognuno aveva la possibilità di fare un solo atterraggio, ma tutti avevano notato la mia grande passione e tutti d’accordo ho potuto fare 3 atterraggi.

Prima di atterrare, ancora in volo ad alta quota ho fatto qualche virata, rallentato per sentire come l’aereo risponde quando si decelera, eccetera. Ho giocato un po’.

Poi il primo atterraggio a Roma Fiumicino. L’aereo già impostato e piano piano sono sceso fino a raggiungere la pista. La cosa più difficile in assoluto era trovare il momento giusto per tirare a se la cloche, livellare l’aereo e toccare gentilmente.

Non è semplice! Punto.

Sudavo da cani ed il lavoro che dovevo fare con la cloche era enorme per poter regolare l’aereo e fargli fare quello che volevo io.

A 30 piedi ho iniziato a tirare la cloche, a 10 ho tolto le manette, ma ho tirato troppo tardi, l’atterraggio era brusco, siamo rimbalzati per poi toccare nuovamente. Ho attivato gli inversori di spinta e piano piano rallentato.

Ragazzi, che meraviglia, ma che fatica. Almeno ho potuto assaggiare il livello di realismo del simulatore full motion. Avendo toccato così bruscamente tutta la cabina ha subìto un forte scossone e sobbalzo, talmente forte che chi non aveva la cintura allacciata si è trovato in aria per un istante.

Bene, gli altri due atterraggi sono andati meglio. Ho preso la misura e toccato terra un po’ più dolcemente.

Ho voluto sentire la sensibilità dei freni e del ruotino (o volantino) per “guidare” l’aereo a terra. Questo ruotino è 40 volte più sensibile dei pedali, pertanto basta toccarlo di pochissimo che l’aereo si muove.

Dopo questo esperimento a terra, l’esperienza si è conclusa con una foto ricordo (mi vedi qui sotto…) ed una stampa della traiettoria seguita durante la discesa per l’atterraggio.

profilo

Ragazzi, che emozione. Ero a Berlino, nella metropolitana che ritornavo verso l’hotel dopo questa esperienza, non potevo pensare ad altro!

La passione è tutto e l’emozione che può regalarti è unica e non si ripete. Un momento di emozione è uno solo ed è sempre diverso da quello precedente.

Ho scelto di NON andare più su un simulatore e fare un’esperienza come quella per un po’ di tempo perchè voglio tenere con me quella sensazione che provi solo quando voli per la prima volta su un simulatore di quel tipo.

Ho fatto tantissime altre esperienze, ma questa la voglio tenere intatta ed unica com’è!

E tu, hai mai pilotato un simulatore full motion?! 🙂

Una risposta

  1. p.l. rhodesia 4 Gennaio 2017

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