L’istruttore di volo è un “Coach”

L’istruttore di volo, come l’insegnante a scuola o chiunque rientri nei panni di formatore ha una posizione di “prestigio” e di “potere”, ha infatti la possibilità di cambiare la cultura e l’andamento di molte attitudini sbagliate e credenze di allievi e studenti. (Molte volte è anche creatore di culture ed attitudini sbagliate).

Non descriverò il ruolo degli istruttori … se c’è qualche istruttore a leggere questo articolo sicuramente potrà descrivere il proprio lavoro meglio di me … voglio invece sottolineare alcune similitudini tra il ruolo dell’istruttore e quello del coach.

Il coach, infatti, ha una metologia di intervento molto diversa da quella di un istruttore: ci sono molti punti e modalità nel rapportarsi agli altri che l’istruttore può osservare nella figura del coach ed inserire nella sua attività formativa.

Prima di tutto il coach non insegna, ma crea le condizioni per l’apprendimento, semplicemente perchè la finalità del coach è quello di far emergere le potenzialità delle persone, far emergere le loro qualità migliori … l’istruttore invece insegna, ed è giusto che lo faccia, ma anche lui può far emergere il lato migliore delle persone per motivare gli allievi.

L’ascolto attivo – Cleared for Take-off

L’istruttore spesso parla ed insegna dando per scontato che ciò che viene spiegato è assorbito ed immagazzinato; allo stesso modo domande ed interventi degli allievi vengono interpretati dall’istruttore ed automaticamente cerca di dare una risposta che possa compensare eventuali “misunderstandings” degli allievi.

Il coach cerca di capire realmente le domande o l’intervento dell’allievo attraverso l’ascolto attivo, ovvero, girando la domanda e ripetendo ciò che l’allievo ha detto chiedendogli conferma di ciò che voleva dire.

Più o meno è ciò che si fa quando si parla alla radio: quando ci viene dato un’istruzione via radio e si ripete ciò che ci è stato detto. Se ci viene dato il via libera per il decollo dalla pista 27, si ripete ciò che il controllore di volo ha detto. In questo modo si eliminano i dubbi e si è sicuri di aver capito il messaggio.

Alleanza

Allearsi agli allievi significa creare un ambiente dove possono sentirsi accolti e non giudicati, la conseguenza è un clima rilassato dove l’obiettivo dell’apprendimento è chiaro e concreto. Fare in modo che gli allievi si fidino dell’istruttore è uno dei primi obiettivi che bisognerebbe perseguire.

Goal setting

Il goal setting è un metodo di suddivisione degli obiettivi. Sicuramente è una cosa che gli istruttori già fanno … suddividere il percorso in obiettivi e tempi specifici … questo però è una cosa che anche gli allievi potrebbero fare. Avere obiettivi chiari, specifici e misurabili permette di migliorare la propri aperformance.

“Allenarsi” in situazioni specifiche utilizzando indicatori di misura della performance, come ad esempio il numero di atterraggi in aeroporti non conosciuti, il tempo trascorso in volo, i feedback scritti dell’istruttore, ecc., sono un modo per dare all’allievo un’unità di misura sulla sua performance e quindi anche su ciò che può migliorare.

L’aspetto migliore del goal setting è che segue un percorso fatto da più obiettivi suddivisi in tempi diversi: obiettivi a breve, medio e lungo termine. Come una rotta suddivisa in waypoints che sommati l’uno all’altro portano alla destinazione finale.

Tutte queste modalità di intervento tipiche del coach, ma facilmente introducibili dagli istruttori, hanno la finalità di migliorare il rapporto itruttore-allievo, migliorare la performance dei piloti, migliorare la cultura della sicurezza e della cooperazione e garantire la sicurezza del volo.

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