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Milano Malpensa: La Condivisione per Una Gestione Efficiente

milano malpensaDomenica 28 maggio. Un giorno caldo, molto caldo per l’ex compagnia di Bandiera.

Uno sciopero in amministrazione straordinaria non dev’essere una cosa semplice da gestire.

In precedenza ho provato a descrivere la crisi di Alitalia imputando tra le varie cause, la scelta sbagliata degli HUB, sostenendo che Malpensa sarebbe stata una scelta probabilmente migliore di Linate e Roma.

Ma la scelta di HUB non è tutto, anzi, credo si possa ritenere quasi secondaria.

Il problema vero è stata la strategia, mai stata al passo con i tempi. E se Alitalia non ha saputo e non sa stare al passo con i tempi non deve essere un problema di Milano, che per contro, con tutti i suoi limiti, credo sia una delle città che più ci prova a non rimanere indietro.

Mentre la compagnia “guidata” da Gubitosi continua a vivere una situazione molto difficile, lo scalo varesino sta vedendo una notevole crescita, tanto che le stime parlano di un traffico passeggeri che potrebbe ritornare ai livelli pre de-hubbing (ben sopra i 20 mln).

Nonostante questo trend che non può che far piacere all’economia lombarda, ancora ritengo si possa fare di più e subito.

La Condivisione dei Satelliti di Malpensa

Stare al passo con i tempi, appunto.

Oggi viviamo in una società caratterizzata da scelte meno stabili, cambiamenti più rapidi e soprattutto la parola che oggi la fa da padrone: condivisione.

Condivisione sui social, condivisione di auto per gli spostamenti brevi, condivisione di spazi di lavoro.

Perché non provare a pensare a questo, anche per l’aviazione?

Analizziamo la situazione dal punto di vista più tecnico.

Malpensa ha una capacità potenziale ben sopra i 30 mln di passeggeri annui ed è tra gli scali italiani che ha ricevuto più investimenti, spesso non sfruttati del tutto.

In un periodo storico in cui si cerca di ottimizzare tutto, ritengo sia stupido sprecare. Anche la struttura non è delle migliori e più funzionali, anzi, ben lontana dai moderni aeroporti arabi e asiatici o da quelli americani.

Però ha una caratteristica che potrebbe rivelarsi interessante: 3 satelliti.

3, un numero talvolta considerato perfetto. E potremmo considerarlo perfetto facendo riferimento alle due tematiche principali di questo articolo: condivisione e spazi di lavoro.

Affidare un Satellite ad ogni Alleanza

3, casualmente, sono anche le alleanze principali che muovono il mercato dell’aviazione: Skyteam, Oneworld e Star Alliance.

Attualmente Malpensa è cosi divisa:

Satellite A: voli schengen

Satellite B: voli extra-schengen

Satellite C. voli extra schengen

Ribandendo, oggi è il momento storico dove tutto è concentrato sulla condivisione e SEA potrebbe provare un esperimento basato su questa idea: riorganizzare l’utilizzo dei 3 satelliti in questo modo:

Satellite A: Skyteam

Satellite B: Oneworld

Satellite C. Star Alliance

Cosa cambierebbe?

Apparentemente poco. O meglio, poco nel breve periodo, del resto parcheggiare un Airbus A330 di Qatar al satellite C o al satellite B non avrebbe alcuna differenza. Nel lungo periodo però, potrebbe dar vita ad un nuovo modello di gestione aeroportuale.

Qualche beneficio in realtà potrebbe già esserci nel breve periodo.

La Nuova Gestione Aeroportuale

Affidando i 3 satelliti alle 3 principali alleanze, queste potrebbero utilizzare meglio le superfici alternando aerei wide body e narrow body, condividere meglio i mezzi di terra e gestire meglio i collegamenti avendo a disposizione lo stesso satellite (questo potrebbe avere un riscontro interessante anche per molti frequently flyer che spesso utilizzano le lounge di alleanze o compagnie).

La vera rivoluzione però sarebbe nel lungo periodo.

Nonostante le difficoltà di Alitalia possano portare a pensarla diversamente, i trend di crescita di questo mercato sono spaventosi e tra 1 o 2 decenni gli attuali HUB potrebbero non bastare più.

Cosi facendo si aprirebbe un modello nuovo di gestione, basato appunto sulla condivisione.

L’idea è quella di non avere un unico vettore di riferimento (es Francoforte con Lufthansa) ma tutte e 3 le alleanze contemporaneamente.

In questo modo una persona che vuole andare da Lisbona a Shangai avrebbe una nuova alternativa: Lisbona-Milano con TAP e Milano Shangai con Air China.

Questo già avviene e si chiama Codesharing, ma succede per ora, solo sui grandi scali. L’idea sarebbe avere uno scalo basato quasi interamente sui Codesharing.

Da dove iniziare?

Visto che alcuni vettori sono molto forti oggigiorno, verrebbe da chiedersi se questa idea potrebbe funzionare e se avrebbe senso provare.

La risposta è sì.

Del resto non comporta nessun costo, si tratta solo di riorganizzare l’utilizzo di terminal che già esistono e di compagnie che già operano da Malpensa.

Come già anticipato non porterebbe beneficio (ma neanche un danno) dall’oggi al domani ma sicuramente renderebbe lo scalo molto più efficiente e soprattutto pronto al domani.

Del resto già altri aeroporti fanno cosi.

A Monaco tutti i voli Lufthansa e Partner utilizzano lo stesso molo.

Al JFK di New York molti partner di American Airlines e Oneworld utilizzano il terminal 8.

Londra Heathrow tenendo il terminal 5 per Britih Airways ha diviso 2, 3 e 4 rispettivamente a Star Alliance OneWorld e Skyteam.

Come in molti altri campi anche (e forse soprattutto) in quello dell’aviazione bisogna saper stare al passo con i tempi.

E se Alitalia, di spostarsi nel cuore dell’economia italiana proprio non ne vuole sapere, non è giusto che il secondo scalo Italiano stia a guardare quando si potrebbero mettere sul tavolo modelli di gestione che potrebbero non essere il presente ma non è da escludere che rappresentino il futuro.

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