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178 Secondi Prima di Morire

Ci sono nuvole ovunque, non hai più riferimenti a terra, la strumentazione sta dando indicazioni inusuali, qualunque cosa tu faccia peggiora la situazione… il battito cardiaco aumenta, la salivazione diminuisce, sei in totale confusione… sai che morirai. Tra 178 secondi.

Il titolo di questo post e l’introduzione non promettono nulla di positivo, ma vale la pena capire di cosa si tratta. Sto parlando degli ultimi 178 secondi di vita di un pilota che si trova in determinate condizioni di volo e non riesce più ad uscirne.

Vediamo di cosa si tratta e quale lezione possiamo apprendere.

Volare in condizioni IMC

Cerchiamo di capire quali sono le condizioni di volo di cui si parla e perché rimangono esattamente 178 secondi da vivere.

Una ricerca svolta presso l’università dell’Illinois ha voluto rispondere a questa specifica domanda:

“Quanto rimane da vivere ad un pilota senza esperienza IFR se vola in condizioni IMC senza riferimenti visivi a terra?”.

Per chi non lo sapesse, condizioni di volo IMC significa Instrument Meteorological Conditions, ovvero Condizioni Meteorologiche Strumentali. Significa che le condizioni meteo sono talmente proibitive che non si hanno più riferimenti a terra, pertanto l’unico modo per conoscere l’assetto dell’aereo e seguire la navigazione è attraverso l’utilizzo della strumentazione.

Chiaramente, al contrario, se le condizioni meteo permettono il volo visuale, allora si parla di VMC – Visual Meteorological Conditions.

In altre parole, i piloti non abilitati al volo strumentale possono solo volare a vista, ovvero VFR – Visual Flight Rules. Mentre quelli abilitati al volo strumentale possono volare IFR – Instrument Flight Rules.

Per un approfondimento sui voli IFR e VFR, scarica il Manuale “Cockpit! Come Funziona un Aereo e Cosa Fanno i Piloti”.

Sembra una cosa che diamo per scontato: un pilota utilizza sempre la strumentazione, altrimenti come fa a sapere a quale velocità sta viaggiando o a quale quota si trova??

In realtà non è così. Certamente la strumentazione viene utilizzata per raccogliere la maggior parte delle informazioni necessarie al pilota, ma è chiaro che vedere la linea dell’orizzonte permette di avere istantaneamente un riferimento visivo sull’assetto dell’aereo.

Ovvero, avere riferimenti esterni ci permette di capire se siamo inclinati a destra, sinistra, verso l’alto o verso il basso, e non serve guardare la strumentazione.

Per intenderci, sarebbe come viaggiare in macchina guardando solo il percorso indicato dal navigatore senza guardare fuori per vedere dove si sta andando.

In aereo è decisamente più semplice “viaggiare alla cieca”, ma bisogna essere abilitati per farlo e questa abilitazione si chiama IR – Instrument Rating. Questa abilitazione permette di volare in condizioni di volo IFR e con poca visibilità.

Bene. Fatta questa rapida premessa, ritorniamo ai nostri 178 secondi di vita e vediamo cosa hanno scoperto i ricercatori dell’università dell’Illinois.

178 secondi prima di morire: La ricerca.

Questo è il scenario in cui ti trovi a volare:

“Il cielo è coperto di nuvole e la visibilità è bassa. Le 5 miglia di visibilità sembra più come 2 e non riesce a capire fino a quale quota si alzano quelle nuvole. L’altimetro indica 1500ft, ma sulla mappa viene indicato terreno alto fino a 1200ft. Ci potrebbe anche essere una torre vicino, perché non sai di quanto sei fuori rotta. In passato hai volato in condizioni meteo peggiori di queste, quindi insisti.

Inconsciamente tiri i comandi per evitare quelle torri non troppo immaginarie. Senza avviso ti trovi nel bel mezzo della situazione! Stai controllando quella sensazione nello stomaco. Hai la bocca asciutta, solo per realizzare che avresti dovuto aspettare per condizioni meteo migliori. L’appuntamento che avevi era importante, ma non così tanto.

Tutto d’un tratto senti una voce che ti dice che ormai è finita!

Ora hai 178 secondi per vivere. Senti l’aereo un po’ inclinato, spingi un po’ il pedale per raddrizzare l’aereo, ma la bussola continua a girare, rimetti i comandai dov’erano. Sembra che la situazione stia migliorando, ma la bussola continua a girare.

Guardando la strumentazione cerchi qualche informazione, ma le cose sembrano peggio di quello che pensavi. Tra qualche minuto uscirai da questa situazione, ma non hai minuti a disposizione, hai solo 100 secondi. L’altimetro indica che stai scendendo di quota. Ti trovi già a 1200ft.

Hai solo 45 secondi di vita. Stai sudando e tremando. Pensi che ci sia qualcosa che non va con i comandi, quindi tiri verso di te per far salire il muso dell’aereo e riprendere quota, ma vedi che la velocità aumenta anziché diminuire.

Hai 10 secondi di vita. Finalmente vedi il terreno. Vedi gli alberi che si avvicinano. In lontananza vedi la linea dell’orizzonte, ma con un angolo strano, sei quasi sotto sopra.

Apri la bocca per gridare, ma…. non hai più secondi per vivere”.

La ricerca dell’università dell’Illinois ha dimostrato che il tempo medio che passa dal momento in cui si entra in condizioni IMC allo schianto è di 178 secondi.

La maggior parte dei piloti non aveva esperienza di volo strumentale e le scelte che hanno compiuto hanno reso la situazione peggiore di quella che era.

Disorientamento Spaziale

Il disorientamento spaziale è un fenomeno che si verifica quando la percezione di quello che sta accadendo in volo va in conflitto con la percezione fisica del pilota.

Per semplificare, si va in confusione quando esiste un contrasto tra la strumentazione in un determinato assetto e le sensazioni fisiche del pilota o quando non si hanno riferimenti (punti fissi) per potersi orientare nello spazio.

Senza entrare troppo nel dettaglio, esiste il Disorientamento Spaziale di tipo I dove il pilota non riconosce che la propria percezione di orientamento è errata e pertanto non si adegua alla situazione con delle manovre correttive. L’80% degli incidenti aerei causati da disorientamento spaziale sono di Tipo I.

Per un approfondimento ti consiglio di scaricare questo numero della rivista Sicurezza del Volo.

Esempi di incidenti aerei per Disorientamento Spaziale

La principale causa che ha portato molti piloti a trovarsi in condizioni IMC, non era solo il fatto di perdere riferimenti visivi, ma soprattutto di aver deciso di decollare nonostante sapessero che avrebbero incontrato condizioni meteo avverse.

Il processo decisionale di un pilota è la chiave per commettere meno errori ed evitare che la catena degli eventi abbia continuità e che si traduca in un disastro aereo.

Questo esperimento non è un’indicazione di quanto rimane da vivere in queste condizioni di volo, ma piuttosto un segnale d’allarme per i piloti che prendono rischi eccessivi.

Un incidente conosciuto che ha caratteristiche molto simili a quelle dell’esperimento è accaduto a John F. Kennedy Jr., figlio del presidente Kennedy nel luglio del 1999.

Lui stesso pilota di aviazione generale, decollato da un piccolo aeroporto nel New Jersey con un Piper Saratoga, voleva seguire la costa per dirigersi all’aeroporto di destinazione, Martha’s Vineyard Airport.

Decollato di sera e volando per la maggior parte del tempo sopra l’oceano, Kennedy si trovò ad un certo punto senza riferimenti spaziali cadendo vittima del disorientamento spaziale.

Oltre a volare di notte e non avendo riferimenti sopra l’acqua, le condizioni meteo non erano buone e altri piloti avevano cancellato il proprio volo quella sera.

Kennedy era abilitato solo al volo visuale (VFR).

Spero che questo esperimento e gli esempi che ho riportato possano essere spunto di riflessione per i piloti che mi seguono e per tutti quelli che stanno studiando per diventarlo.

Ecco il video degli ultimi 178 secondi di vita di un pilota.

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