Come aiutare un adolescente a superare le proprie paure

Ti sei mai trovato ad ascoltare un ragazzo o una ragazza che per qualche motivo è in difficoltà o sta vivendo un momento di crisi a causa delle sue paure che lo bloccano? Come ti sei sentito ad ascoltarlo? Magari era un tuo studente o tuo figlio oppure tuo nipote o il figlio di qualche amico, magari sei adolescente anche tu ed un tuo amico ti ha raccontato di un suo disagio. Probabilmente ti sei sentito a disagio anche tu nell’ascoltarlo. Vediamo allora come aiutare un adolescente a superare le proprie paure.

Una premessa importante… non c’è un solo modo per aiutare una persona. Cerchiamo di essere realistici, ogni persona è diversa dall’altra, ed ognuno ha il suo personale modo di affrontare paure, ostacoli e difficoltà, quindi non possiamo avere un solo metodo, ma voglio darti qualche consiglio che forse ti saranno di aiuto la prossima volta che incontrerai quella persona.

Ascolto

Se vuoi sapere come aiutare un adolescente a superare le proprie paure, il mio primo consiglio è di non cercare di associare il suo problema ad una tua esperienza vissuta. Non gli interessa, non state parlando di te. E’ come quando un genitore inizia la frase dicendo: “quando avevo la tua età…”, pessimo, i ragazzi di oggi non sono i ragazzi di ieri! Piuttosto ascoltalo senza dire niente, arriverà il tuo momento di dire qualcosa.

Sentirsi ascoltati è già un buon inizio per affrontare le proprie paure, e ricordati che l’obiettivo è aiutarlo a superare le paure, non convincerlo che sei bravo ad aiutarlo. Il focus è lui o lei ed il suo racconto. L’ascolto, però, non si fa solo con le orecchie, ma con le parole. Sembra assurdo, ma è così. Per sapere veramente se hai capito il suo problema, ripeti quanto ti ha detto, in questo modo avrai conferma se veramente lo stai seguendo o se sei totalmente fuori strada.

Dagli quello che gli serve

Un altro modo per aiutare un adolescente a superare le proprie paure è quello di dargli quello di cui ha bisogno. Se, per esempio, ti racconta che ha paura di affrontare la scuola, una gara sportiva o non riesce a stare in un luogo affollato e quello che lo aiuterebbe è ricevere rassicurazioni dalle altre persone, sii la prima persona ha dargliele. Chiedigli quali rassicurazioni necessita e cerca di dargliele. Magari solo una parola è sufficiente, altre volte è necessario accompagnarlo in un luogo per lui importante ma che non se la sente di affrontare da solo. Decidi tu fino a che punto sei disposto ad aiutarlo.

Come ho detto, questi sono solo degli esempi, forse semplici, ma spero che ti possa far capire che, se un adolescente ti chiede aiuto e tu sei disposto a darglielo, puoi trovare un tuo modo personale per aiutarlo seguendo questi brevi consigli che, per quanto siano semplici da scrivere e da leggere, sono molto difficili da applicare. Provalo, ti renderai conto quanto sia complicato anche semplicemente stare in silenzio ed ascoltare, figuriamoci capire di quale paura sta parlando e del tipo di aiuto che possiamo dare.

Parlarne aiuta

Un altro consiglio che ti do è di non cadere nella trappola de “una chiacchiera aiuta sempre”. Solo parlare fa bene, certo che fa bene, ci sfoghiamo un po’, ci liberiamo di un peso, ma dopo la chiacchierata si ricomincia a caricarsi delle paure. Non basta parlare, bisogna anche agire, devi aiutare il ragazzo a trovare una soluzione che sia fatta di azioni. Puoi chiedergli per esempio:

“Cosa pensi di fare da domani?”
“Se non fai qualcosa, cosa succederà?”
“Quanto sei disposto ad affrontare questa paura?”
“Cosa puoi ottenere affrontandola?”

Sono domande che fanno riflettere e lo inducono a cercare una soluzione vera.

Paure e Ansie

L’ultimo consiglio, e forse il più importante, riguarda la definizione di paura. Ti faccio una domanda: Conosci la differenza tra ansia e paura?! No? Ok, te lo spiego brevemente.

La paura è una reazione del corpo ad una minaccia reale: se vediamo un serpente minaccioso il nostro corpo reagisce. Possiamo bloccarci alla vista del serpente oppure iniziare a correre, comunque sia è il corpo che “comanda”.

L’ansia è una reazione psico-fisica a qualcosa che non esiste, è solo nella nostra mente, non esiste nella realtà. E’ per questo che iniziamo a sudare ed agitarci quando dobbiamo affrontare un esame, parlare in pubblico o affrontare altre situazioni per noi causa di ansia. In realtà in queste situazioni e molte altre non c’è una reale minaccia.

Questa prima distinzione fa già molta differenza per il nostro amico. Si rassicura perchè inizia a capire quali sono le reazioni del corpo a specifiche situazioni e non continuerà a credere che è lui sbagliato.

Cerca di applicare questi consigli, ma ricordati che l’aiuto più grande che puoi dargli è comprenderlo, non giudicarlo ed essere sinceramente interessato a lui ed al suo problema, questo è l’aiuto migliore.

 

 

Una risposta

  1. Stefano 14 Dicembre 2013

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