Come eliminare la noia dalle scuole

Come promesso ti dico come potresti eliminare la noia dalle scuole. Questo articolo è la continuazione de “La noia ha invaso la scuola”. Se non lo hai letto ti consiglio di farlo, ma comunque ti riassumo rapidamente qui il contenuto.

Per spiegare l’arroganza e maleducazione degli adolescenti di oggi (non di tutti, ma della maggior parte) ho fatto un’analisi dei genitori e degli insegnanti. Entrambi hanno un ruolo nella “produzione” di giovani che ancora non hanno ben capito il significato di educazione.

I genitori non seguono i loro figli adeguatamente, ma pretendono che siano i migliori, mentre gli insegnanti non vogliono che i ragazzi mostrino il meglio di sè, ma preferiscono correggere i loro errori e concentrarsi su quello che non va (tanto quello che c’è di buono in un ragazzo è sempre dato per scontato).

Avevo promesso di dare una soluzione e lo faccio ora, qui, in questo articolo. Ma avevo anche detto che se hai già letto tutti gli articoli sulle potenzialità che trovi qui allora avrai già capito quale soluzione propongo.

Ho già parlato molto di potenzialità, ma per un motivo molto importante: sono fondamentali per lo sviluppo e l’autorealizzazione di una persona. Le potenzialità sono la parte più intima di noi, quella parte legata alle emozioni positive, sono quei tratti di personalità che ci distinguono. Sono estremamente importanti e trascurarle significherebbe trascurare noi stessi.

Essere consapevoli delle nostre potenzialità ci può essere d’aiuto per decidere cosa fare nella vita e portare noi stessi verso una realistica autorealizzazione. Non un’autorealizzazione fasulla, poco reale e fatta solo di sogni, ma le potenzialità sviluppate sono quelle che ci portano a decidere se una cosa è per noi giusta o meno, ci permettono di metterci in gioco in attività nelle quali possiamo ottenere risultati, ci permettono di superare momenti di difficoltà.

Cosa possiamo fare per i nostri ragazzi?

Dobbiamo fare tre cose:

individuare le loro potenzialità > valorizzarle > guidarli verso attività che li facciano sentire soddisfatti di loro stessi

Individuare le potenzialità

Significa vedere quello che normalmente evitiamo! Mi spiego meglio… siamo abituati a vedere sempre e solo il lato negativo, vediamo quello che non va, è sempre più facile correggere un errore e dare per scontato che qualcosa sta andando bene. Ovvero, se qualcosa funziona pensiamo che questo sia normale, mentre se ci sono problemi allora ci sentiamo in obbligo di attivarci e risolverli. Socialmente siamo stati abituati così.

Dobbiamo riprogrammare noi stessi per cercare di vedere il lato positivo dei ragazzi. Vedere quali sono le loro attitudini, le loro qualità personali migliori (l’umorismo, la leadership, la creatività, la curiosità, l’autocontrollo, l’amore per la bellezza, l’intelligenza, ecc.).

Per far questo ripropongo un esercizio che ha riscosso molto successo: per ogni ragazzo/a che incontrerai chiudi il filtro del negativismo e del giudizio e cerca di vedere le cose buone, quello che ti piace della persona davanti a te e cerca di sentire quale emozione positiva fa suscitare in te.

Valorizzare le potenzialità

Significa apprezzare il lato buono degli altri. Per i ragazzi non c’è nulla di più bello di una persona adulta che apprezza il loro modo di essere, non come un amico, ma come un adulto che ha una forte autorevolezza, della quale si fidano ed il cui giudizio positivo ha un forte valore per loro.

Bisogna conquistarli, ma in modo buono e intelligente e fargli capire che ci interessiamo alle loro potenzialità può essere una buona strategia. Se un ragazzo è umoristico e gli piace scherzare, valorizzare questa sua qualità gli farà capire che ha modo di fidarsi di quel adulto e che viene accolto. Sarà quindi un adulto al quale si potrà concedere attenzione ed ascolto e se quel adulto gli chiederà di “star zitto”, lo farà per rispetto verso una persona che gli sta dando fiducia e lo valorizza!

Orientarli

Orientare i ragazzi significa essere i loro maestri, capire quali sono le loro potenzialità, le attività che preferiscono fare (musica, studio, relazionarsi, lavorare, ecc.). Bisogna guidarli verso quelle attività in cui perdono il senso del tempo e dello spazio, dove sperimentano l’esperienza del flow.

Attraverso domande, con un atteggiamento positivo, un’accoglienza mirata e personale potremmo avvicinarci di più a quei ragazzi che sono spaventati e non si fidano degli adulti.

Fai questa prova per una settimana sforzandoti di chiudere il filtro del giudizio e vedrai che conoscerai ragazzi straordinari! 🙂

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