bagaglioSei pronto per partire per il viaggio che hai sempre sognato e carichi la valigia con tutto quello che ti serve. Chiudi la porta di casa e con grande entusiasmo ti avvii all’aeroporto. Bello come il sole e carico di energia, fai il check-in e consegni la valigia: la rivedrai a destinazione e non ci devi più pensare! Bello, vero?!

Arrivi a destinazione un po’ stanco, ma sempre carico e la valigia non c’è. Nero dalla rabbia ti arriva dopo 4 ore (se sei fortunato) una valigia rotta, strappata o con le ruote che non girano più! Cos’è successo dopo che l’hai consegnata in aeroporto alla partenza? Vediamo cosa succede dietro le quinte, li dove nessun passeggero è mai stato. Il reparto carico scarico bagagli.

Il Metal Detector

Quando consegni la valigia la vedi allontanarsi su un nastro trasportatore che la porta lì dove vanno tutte le altre valigie, ovvero, uno stanzone nel quale si trovano delle persone che leggono la targhetta attaccata al check-in ed in base alla destinazione la mettono su un carrello piuttosto che un’altro.

Prima però, ogni valigia passa il metal detector. Poi l’operatore legge la destinazione e sistemerà per ogni volo un carrello per le valigie che si fermeranno alla prima destinazione e su un’altro carrello quelle che poi proseguiranno per altre destinazioni.

Nella mia breve esperienza come addetto allo scarico/carico bagagli ho visto, oltre a valigie passare il metal detector, anche persone passarci! Un passatempo quando cala il lavoro (negli aeroporti piccoli).

Negli aeroporti più grandi invece, le valigie sono smistate da dei robot. Sono dei nastri trasportatori che seguono dei percorsi pianificati e dei lettori leggono la targhetta inserita al check-in. Quando la valigia arriva davanti al carrello dedicato all’aereo che andrà ad una determinata destinazione, un braccio spinge la valigia giù dal nastro.

Automatizzando questo processo si risparmia molto tempo e manodopera. Immagina in un aeroporto grande come quello di Francoforte o di Chicago quante valigie si vedono ad ogni ora.

La Rottura Della Valigia

Ci sono due momenti in cui la valigia può rompersi. Una di queste è quando la valigia viene presa dal nastro dopo il check-in e posta sul carrello. Per velocizzare il lavoro, gli operatori afferrano la valigia come meglio possono e spesso rischiano di strappare una maniglia o di aprire la valigia. Capita più spesso di quanto pensi.

L’altro momento in cui la valigia può rompersi è quando lo caricano in aereo. Anche qui il processo è molto veloce. Gli aerei posso avere anche solo 20 minuti per prepararsi al volo successivo. In quei 20 minuti gli operatori devono scaricare le valigie di chi è appena arrivato e caricare quelle di chi parte.

Se l’aereo carica 180 passeggeri significa che potenzialmente ci sono 180 valigie da scaricare e 180 da caricare.

Quando hai poco tempo acceleri il lavoro e, quando acceleri, non controlli quello che fai. Molte valigie vengono letteralmente lanciate! Il vano bagagli di un 737 è molto grande, quindi ci sono due persone all’interno, uno alla porta che lancia la valigia e l’altro alla fine del vano bagagli che li sistema.

Meglio Un Trolley

Quando si consegna la valigia non si sa mai dove finirà. Dal finestrino cerchiamo sempre di vedere se la nostra valigia si trovi sul carrello. Alcune volte non c’è. Per errori di sistema o per furti, alcune valigie non arrivano a destinazione.

Il mio consiglio è di usare il più possibile trolley a mano. Anche se si viaggia per due settimane è sorprendente quante cose possiamo far stare in un trolley. Così sarai sicuro che la valigia rimarrà intatta e che arriverà a destinazione.