I benefici della crisi in Friuli. I neo-creativi!

La crisi è sempre vista come un evento negativo. Chiaramente se qualcosa non ti fa stare bene allora è qualcosa che non ha nulla di positivo. In realtà voglio darti una chiave di lettura diversa dove il lato positivo delle situazioni che la crisi crea quotidianamente sono enormi.

Prima di tutto la crisi crea in tutti noi un senso di responsabilità, in quanto attiviamo la nostra creatività ed il nostro spirito di iniziativa per trovare soluzioni ai problemi che affrontiamo. La crisi ci obbliga a modificare il nostro stile di vita o addirittura a stravolgere le nostre scelte personali in termini di lavoro, per il nostro futuro e gli obiettivi personali.

Crisi è una parola così brutta che non facciamo nemmeno lo sforzo di ricercare qualcosa di buono. E’ una parola talmente usata in qualunque contesto che ogni problema ormai è nato a causa della famigerata crisi! Ma non tutti i mali vengono per nuocere: la crisi è una specie di metamorfosi, che ti fa vedere le cose sotto un’altra luce, fino ad arricchirti dentro, anche se non te ne accorgi.

Il bello della crisi è che in realtà è fonte di grandi occasioni, di opportunità e possibilità che fatichiamo a vedere, ma chi apre gli occhi e si guarda attorno troverà una miriade di persone che hanno saputo allontanarsi dal pessimismo e dal lamento per poter crearsi una vita nuova.

Quali sono i benefici della crisi in Friuli? I neo-creativi!

Molte persone hanno iniziato ad accorgersi che si possono fare tante piccole cose per migliorare la qualità della vita, nonostante le tasche siano più vuote. I consumi sono certamente calati, ma non c’è solo la tendenza a comprare di meno, si tende a comprare meglio e sfruttare tante piccole occasioni per spendere poco ed avere comunque, in parte, ciò che si desidera.

La spesa delle famiglie è fatta di bollini, offerte e occasioni. I regali sono fatti grazie ai punti accumulati dal benzinaio o al supermercato, e così via… non c’è un reale cambiamento nell’acquisto, ma solo la forma, molto più efficiente, di farlo.

Questo modo di agire è molto creativo, è una forma di azione al problem-solving, tanto per dirla all’americana, che prima non c’era, ma che la crisi ha spinto le famiglie a fare. Soprattutto in Friuli che è una delle regioni più colpite.

Mi accorgo sempre di più come le famiglie nella nostra regione siano stremate, ma allo stesso tempo vogliose di andare avanti, sono persone piene di creatività e resilienza. Sono persone che solo ora aprono gli occhi e pensano a cosa fare per migliorare… questa parola quasi sconosciuta… migliorare! Tante volte detta, ma mai praticata!

Migliorare non significa ritornare a come si stava prima di una certa data, ma si intende cambiare, modificare, plasmare ciò che si ha. Questo modo di agire non era mai realmente concreta nella nostra popolazione a mio avviso, ma la crisi ci ha spinti a ripensare a noi stessi. Da qui nascono i neo-creativi, i nuovi arrivati nel mondo della creatività. Potremmo anche istituire un movimento, il neo-creativismo.

Sono coloro che usano la testa per pensare ed il coraggio per agire, sono quelli che trovano punti di forza in loro stessi, che stimolano gli altri a fare e li valorizzano, sono quelli che non rimarcano le mancanze degli altri, ma al contrario evidenziano le loro potenzialità.

In tutto questo però, ovviamente, i pessimisti cronici rimarranno sempre presenti e sfrutteranno il lamento per compensare la mancanza di voglia di fare che li caratterizza! Cosa che i neo-creativi non fanno.

Tu sei un pessimista cronico o un “neo-creativo”?!

Una risposta

  1. michele 4 Agosto 2015

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