vento airbusTi è mai capitato di arrivare a destinazione prima dell’orario previsto? Normalmente è una bella sorpresa soprattutto se stai tornando a casa. Il motivo per cui si arriva prima è dovuto ad un vento “Buono” in coda molto forte che spinge l’aereo da dietro permettendoti di arrivare in anticipo.

Il vento può essere Buono Brutto o Cattivo

È buono se spinge l’aereo per accelerare, ma un vento in coda nella fase di atterraggio può essere pericoloso perché non permette all’aereo di toccare la pista nel punto previsto, oppure può spingerlo verso il basso facendo sbattere la coda. Al contrario avere il vento frontale permette di fare decolli e atterraggi più corti, quindi è molto più sicuro, ma diventa meno funzionale sui voli molto lunghi perché rallentano l’aereo e ci si metterà più tempo per arrivare a destinazione.

È sempre meglio utilizzare una pista che ha il vento frontale per garantire maggiore sicurezza. I controllori di volo dirigono tutti gli aerei sulla pista con vento frontale o su tutte le piste parallele se ce ne sono (vedi Roma Fiumicino e Milano Malpensa). Questo significa che man mano che cambia la direzione del vento i controllori di volo si adegueranno di conseguenza e questo può significare ritardi perché sia a terra che in volo bisogna riorganizzare la sequenza di aerei in attesa di decollo o atterraggio.

Vento al traverso

Si ha un vento al traverso quando sta soffiando perpendicolarmente alla pista e non lungo il suo asse. Può essere un po’ pericoloso, ma se la forza del vento rientra entro alcuni limiti stabiliti dal costruttore (Boeing, Airbus) o dalla compagnia aerea non c’è alcun pericolo.

Per esempio, il limite di decollo con vento al traverso di un Airbus A330 con pista asciutta è di 40 nodi, mentre con pista bagnata è di 27 nodi perché diventa più complesso mantenere l’aereo lungo il centro della pista.

Gli atterraggi con vento al traverso sono estremamente complessi. Ci si allena molto per farli in maniera sicura, ma ci vuole un gran lavoro di braccia e gambe da parte del pilota. Il muso è rivolto verso il vento per contrastare la sua forza, c’è molta turbolenza che sballotta l’aereo e spesso il vento non è costante, ma ci possono essere delle raffiche repentine che spingono maggiormente l’aereo fuori dalla sua rotta.

Il pilota deve fare un gran lavoro per controllare l’aereo e mantenerlo in linea con l’asse della pista lungo la fase di atterraggio. Se la forza del vento supera il limite previsto dal costruttore allora bisogna rinunciare all’atterraggio o al decollo. Nel caso di un aereo che atterra si può attendere in volo osservando l’andamento del vento aspettando che cali, oppure si atterra in un altro aeroporto.

Wind shear

Questo fenomeno avviene soprattutto vicino o durante un temporale. È causato da un repentino cambiamento di direzione ed intensità del vento e se l’aereo si trova a volare all’interno di questo fenomeno incontrerà prima un vento frontale molto forte e subito dopo un vento in coda di notevole importanza che può ridurre drasticamente la velocità dell’aereo e spingerlo verso il basso.

Capirai che durante la fase di decollo e atterraggio gli aerei sono molto vicini a terra pertanto perdere velocità e quota può risultare fatale.

Nel giungo del 1975 un Boeing 727 della Eastern Airlines si è schiantato a terra a causa del wind shear atterrando all’aeroporto di New York. Il pilota sapeva del pericolo, ma ha comunque deciso di atterrare. La decisione è risultata fatale in quanto 112 persone su 124 hanno perso la vita.

Oggi giorno gli aerei sono dotati di un sistema di preavviso di wind shear in modo che il pilota possa abortire il decollo o l’atterraggio.

Questi sono i venti Belli – Brutti – Cattivi. Non serve dirlo, ma anche se affermo l’ovvio non fa male ricordarlo. Un aereo vola nell’aria ed è soggetto a tutti i principi fisici e fenomeni che rientrano nel suo spazio. In quanto passeggeri non siamo abituati a vivere nei cieli, ma a terra e subiamo le intemperie senza accorgerci più di tanto di quello che succede sopra la nostra testa. L’aria è invisibile, ma bisogna imparare a conoscerla. Quello che fanno i piloti e rispettare le regole, la natura sarà sempre più forte di noi e non vale la pena contrastarla solo perché non si vuole arrivare in ritardo a destinazione!