cabina di pilotaggioPer un passeggero è curioso e utile sapere come si sono evolute le cabine di pilotaggio degli aerei di linea perchè la necessità di garantire sempre di più la sicurezza del volo ha portato a nuove scoperte tecnologiche e a nuove prospettive per l’evoluzione del volo commerciale.

È curioso perché si è passati da delle cabine estremamente semplici a cabine che sono la rappresentazione tangibile di grandi traguardi tecnologici.

È utile perché tutta l’evoluzione che sta dietro alle cabine di pilotaggio e all’addestramento dei piloti è dovuta principalmente da esigenze nate, purtroppo, dai vari incidenti aerei della storia. Le cabine di oggi sono gioielli di ergonomia, informatica e tecnologia e siamo arrivati a queste soluzioni pagando un duro prezzo.

Ora, quello che a te serve sapere per volare con serenità o per soddisfare la tua curiosità è come si sono evolute le cabine e perché si è introdotto questa o quest’altra soluzione tecnologica. Ti spiegherò anche come la NASA abbia scoperto che le cabine stesse, per come erano progettate tempo fa, erano anche causa di errori dei piloti.

Le prime cabine di pilotaggio della storia

Prima di arrivare al dunque di questo post devo fare una piccola premessa storica.

1920

I primi airliner trasportavano circa 14 passeggeri ed avevano un’autonomia di 1.500km. Non male se pensi che stiamo parlando degli anni ’20. Le cabine erano spoglie, c’era il minimo indispensabile per navigare e pilotare l’aereo, ma c’erano già 2 piloti in cabina ed il navigatore. Cosa non da poco visto che questa conformazione si è portata avanti fino agli anni ’80 circa.

La concezione di sicurezza era limitata, non si pensava ancora a uscite di sicurezza, giubbotti gonfiabili e altro che conosciamo oggi. Questi erano vecchi bombardieri della prima guerra mondiale convertiti in aerei per il trasporto civile.

Dopo evoluzioni tecnologiche, negli anni seguenti si è arrivata ad avere aerei come lo storico DC-3 che ha perfino trasportato mia nonna negli anni ’50 con Alitalia fino a Johannesburg in Sud Africa impiegandoci 3 giorni e facendo vari scali, per non parlare del Constellation divenuto famoso grazie a Howard Hughes.

1949

Veniamo a noi dopo questa breve introduzione storica. Il primo aereo a reazione dedicato al trasporto passeggeri che poteva volare ad alte quote era il Comet. Fantastico aereo con i motori incassati nelle ali di costruzione inglese che ha volato per la prima volta nel 1949.

Al Royal Air Force Museum di Londra è possibile visitare questa cabina in uno dei simulatori utilizzati dalla British Airways (quella volta BOAC).

Come vedi si iniziava ad intravvedere la conformazione della cabina di pilotaggio moderna. Questo era anche uno dei primi aerei ad utilizzare il pilota automatico.

1958

Arriva il Boeing 707 ancora utilizzato oggi dall’aeronautica militare statunitense per il rifornimento in volo dei loro caccia.

È un grande aereo che ha veramente segnato la storia dell’aviazione. Utilizzato da tantissime compagnie aeree nel mondo e costruito per i voli a lungo raggio.

In questa epoca definitivamente si è arrivati a costruire una cabina come la conosciamo oggi. Comandante, copilota e ingegnere di bordo, c’era il pilota automatico nella parte centrale tra i due piloti che facilitava l’utilizzo per entrambi, la doppia strumentazione ed il pannello overhead, ovvero sopra le teste dei piloti.

1987

Ci sono stati altri aerei importanti dopo il B707 come l’americano L-1011 Tristar con 3 motori oppure in Inghilterra il BAC One Eleven per voli a corto raggio, ed è iniziata nel 1987 l’era degli Airbus, società che aveva già messo sul mercato l’Airbus A300.

Qui inizia la vera rivoluzione perché con l’Airbus 320 inizia anche la “guerra” contro l’americana Boeing. L’A320 utilizzava il sistema Fly by Wire ed aveva la prima Glass Cokpit, ovvero una cabina interamente a schermi digitali e non strumenti analogici.

Grande cambiamento che ha spinto anche Boeing a cercare nuove soluzioni tecniche che ancora oggi sono in evoluzione.

Ma analizziamo il cockpit dell’A320 comparandolo con quello del principale rivale B737 e ti spiegherò perché la NASA si è interessata in particolare alla cabina della Boeing.

L’evoluzione della cabina moderna

Analizza le due cabine qui di seguito, la prima è del Airbus A320 e la seconda del Boeing B737.

Come vedi, a grandi linee, senza entrare nei dettagli, per molti aspetti si assomigliano, ma per altri hanno delle differenze importanti. Queste differenze sono significative per i piloti che si distinguono tra gli amanti dell’Airbus da quelli del Boeing.

Parlando con molti piloti, chi nella sua carriera ha iniziato con il Boeing e poi è passato agli Airbus, rimpiange gli anni con il Boeing. La cabina americana lascia molto più spazio al controllo diretto dei piloti, mentre quella francese, visto che utilizza molta tecnologia, frena la libertà di utilizzo dei piloti rendendo le procedure molto standard.

Non sto a spiegarti cosa è uguale e cosa è diverso tra una cabina e l’altra, non ci interessa al momento, quello che ti deve interessare è sapere come si è arrivati a queste cabine.

Incidenti aerei

Il ruolo degli incidenti aerei è fondamentale (purtroppo). Come per tutte le cose è necessario arrivare al disastro per capire che esiste un problema, ma soprattutto serve per trovare la soluzione.

Ad esempio, un incidente aereo avvenuto in Inghilterra negli anni ’80 è stato causato dal fatto che gli strumenti di lettura dei motori della cabina del Boeing 737-300 (che erano diversi da quelli che vedi nella foto) erano stati convertiti da analogici a digitali ed i piloti su quel volo in particolare non avevano ancora molta dimestichezza nel leggere la strumentazione digitale.

Devi pensare che in situazioni di emergenza molte cose avvengono in poco tempo, quindi è fondamentale poter avere una lettura immediata degli strumenti. È avvenuto il contrario su questo volo che ha subito un’avaria ad un motore e come da prassi i piloti lo hanno spento. In realtà hanno spento il motore buono risultando in un disastro che ha portato l’attenzione di tutti sull’importanza dell’ergonomia.

Quello che è accaduto è che i piloti erano abituati a vedere le lancette muoversi e non avevano bisogno di sapere l’esatto numero di giri del motore, ma se vedevano che la lancetta era a sinistra (cioè verso i valori più bassi) significava che quello era il motore in avaria, mentre la cabina digitale non aveva alcuna lancetta, solamente un indicatore non molto visibile che si muoveva simulando la lancetta (nell’immagine qui sopra vedi una riga gialla attorno ai cerchi verdi e rossi). Non abituati visualmente a leggere questo tipo di strumentazione hanno spento il motore errato.

Da qui inizia l’interesse nel studiare la cabina di pilotaggio e l’interazione con l’uomo per fare in modo che errori come questo ed altri non accadessero più.

Studio della NASA sui Boeing 737

Ad una conferenza sulla psicologia dell’aviazione che ho seguito in Austria a Graz, ho avuto il piacere di conoscere una psicologa della NASA che studiava l’ergonomia della cabina dei 737. In particolare il suo studio è nato dopo aver letto di errori di vari piloti ed ha ipotizzato il fatto che questi errori fossero nati dalla conformazione della cabina stessa.

O meglio, si poteva modificare la cabina per evitare certi errori. Per esempio, dei piloti di una compagnia aerea americana si erano dimenticati di abbassare i flap prima del decollo. Nulla di grave, al momento del decollo è scattato l’allarme, hanno abortito il decollo, sono usciti dalla pista, trovato l’errore e sono decollati nuovamente.

È stato solo una grande perdita di tempo e di carburante causato solo da una distrazione dei piloti. Quindi la psicologa della NASA ha deciso di effettuare 100 voli in cabina osservando i piloti e raccogliendo dati. Ha fatto una gran bella scoperta!

Ha notato che non c’era grande logica nelle procedure che i piloti seguivano in cabina, ovvero quando facevano i controlli pre-volo in cabina o quando seguivano la check-list venivano distratti dal tecnico o dall’assistente di volo che entrava in cabina, parlava con il comandante interrompendolo mentre stava seguendo la check-list.

Quella volta, quando si veniva interrotti, bisognava fermarsi sul punto della check-list al quale si è stati interrotti e poi riprendere da quello stesso punto, oggi invece bisogna ricominciare da capo e ad ogni interruzione corrisponde una nuova lettura della check-list.

Non solo, la psicologa ha scoperto anche che il percorso che gli occhi dei piloti seguivano durante le procedure potevano anche portare ad errori e per questo motivo ha studiato nuove procedure.

Piano piano le cabine di oggi sono arrivate ad essere più tecnologiche delle cabine dei shuttle ed il lavoro dei piloti sempre più specialistico diventando più simile a quello di tecnici informatici.

Concludendo, se hai la possibilità di fare un volo in cabina di pilotaggio vedrai quante cose accadono in poco tempo e senza una cabina ergonomica, costruita per l’uomo e per il lavoro che deve svolgere, non potremmo avere tanti aerei che volano contemporaneamente senza limitare i danni, come stiamo facendo oggi.

Hai mai volato in cabina? Ti consiglio di farlo e se vuoi sapere come… scrivimi dalla pagina contatti.