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Piloti Inesperti nelle Compagnie Aeree: il Problema è Reale?

pilota giovane adolescenteGià nel 2005, quando partecipai a una delle edizioni del campus estivo presso l’università di Graz sulla Psicologia dell’Aviazione, si parlava della differenza di esperienza tra i piloti e quanto questo impattasse la loro performance in cabina.

Parlando con comandanti, co-piloti e piloti allievi si concluse che non era tanto il numero di ore di volo o gli anni di esperienza di un pilota che faceva la differenza, quanto la qualità dell’esperienza accumulata negli anni.

Il concetto era: volare per anni tra Roma e New York accumulando 1000 ore di volo non è come volare in tutto il mondo su velivoli diversi anche avendo accumulato meno di 1000 ore.

Il pilota che vola tra Roma e New York per 10 anni sullo stesso velivolo sarà un esperto di quella rotta e di quel velivolo, ma se un giorno volasse da Milano a Tokyo, le cose cambierebbero.

Mentre un pilota che in 10 anni ha cambiato 3 tipi di velivoli, ha volato su diverse rotte, con equipaggi diversi, incontrando condizioni meteo diverse, sicuramente avrà accumulato molta più esperienza.

La mancanza di esperienza dei piloti “moderni”

Oggi sta avvenendo un fenomeno particolare che si sta monitorando. Si pensa che i piloti “moderni”, quelli più giovani appena usciti dalle scuole di volo, non abbiamo sufficiente esperienza.

Si, lo so, l’esperienza si fa lavorando. Ma facciamo attenzione. La carriera di un pilota non inizia dopo 20 anni nella compagnia aerea, inizia appena uscito dalla scuola di volo, perchè da quel momento entrerà in cabina e trasporterà un certo numero di passeggeri.

Nell’immagine all’inizio del post, il ragazzo che vedi in divisa davanti un aereo della Easyjet, è un co-pilota della compagnia e ha appena 19 anni.

La differenza tra ieri e oggi

Le scuole di volo “sfornano” piloti, nel senso che in passato il percorso era molto lungo ed impegnativo e la selezione dei cadetti era molto selettiva. Oggi non è più così.

Da quello che vedo, il numero di scuole di volo sta crescendo a dismisura (soprattutto qui in India) e questo significa che ognuna di esse deve sopravvivere formando piloti… un numero più alto possibile si intende.

Pertanto, per poter formare tanti piloti e piazzarli nelle compagnie bisogna essere meno selettivi e accelerare i tempi. Questo si traduce in piloti che escono dalla scuola di volo con il minimo dei requisiti e pochissima esperienza.

Quindi, tutti d’accordo che un neo brevettato pilota di linea che entra in cabina con poca esperienza sta diventando un problema?

Osservare per comprendere come i piloti prendono decisioni

Nel 2006 giravo nelle scuole di volo VDS (Volo da Diporto o Sportivo: ultraleggeri per intenderci). Cercavo di capire come venisse formata questa “nuova categoria” di piloti e soprattutto come venivano seguiti una volta brevettati.

Bene, ho volato con diversi piloti di ultraleggeri, compresi istruttori di volo provenienti dal mondo dell’aeronautica (piloti di elicotteri dell’esercito e piloti di caccia). Ho osservato le differenze nello stile e nel modo in cui seguivano le regole della sicurezza del volo.

La differenza tra i vari piloti conosciuti era enorme.

Si si ok, come paragonare un pilota di caccia con un pilota amatoriale che vola solo la domenica??

È capitato che due piloti militari si siano schiantati con un ultraleggero e purtroppo entrambi hanno perso la vita. La causa dell’incidente è stata… errore umano. Il pericolo è lo stesso per tutti, quindi per questo motivo ho paragonato i piloti che avevo conosciuto.

Cosa cambiava tra loro?? L’esperienza chiaramente. Avevo conosciuto 4 categorie di piloti:

  • i piloti dell’aeronautica con moltissima esperienza;
  • istruttori VDS con esperienza solo in Aviazione Generale;
  • piloti neofiti con poche ore di volo
  • piloti con un certo numero di ore, ma che volavano solo una, massimo due volte alla settimana;

La differenza di esperienza ha portato ad una fondamentale distinzione fra le 4 categorie.

piloti neofiti, nel prendere delle decisioni, consideravano anche aspetti superflui credendo che fossero importanti. I piloti esperti e gli “espertissimi” invece, sapevano quali elementi erano più importanti e quali potevano essere tralasciati.

Come ho svolto le osservazioni

Avevo sottoposto alcuni piloti ad un questionario in cui gli chiedevo di trovare la soluzione a dei problemi che un pilota si è trovato ad affrontare. Ho creato una situazione reale e gli ho chiesto di trovare una soluzione.

Poi abbiamo analizzato quali elementi avessero considerato come importanti e quali no. Da questo semplice esercizio era chiaro come i processi decisionali dei piloti fosse strutturato sulla base della esperienza o… inesperienza.

Le altre osservazioni sono state fatte in volo e a terra monitorando i piloti mentre seguivano le procedure nelle fasi di volo e poi confrontandomi con i loro istruttori.

Esiste una soluzione per le compagnie aeree?

Faccio questa piccola premessa che forse avrei dovuto fare qualche paragrafo fa. Per trovare una soluzione ci vuole un problema, ed in questo momento sembra che il problema di cui parlo in questo post ancora non sia totalmente riconosciuto da tutti in aviazione.

Infatti, molti piloti e istruttori di volo, soprattutto delle scuole di volo, chiaramente negano che questo fenomeno stia accadendo. Bisogna quindi fare le stesse domande agli istruttori di volo e ai comandanti di vecchia data che si trovano a condividere la cabina con piloti di nuova generazione.

Conclusioni

Ti riporto un esempio che è legato a questo fenomeno… dammi la tua opinione poi.

Un aereo Asiana volo 214 si è schiantato il 6 luglio 2013 a San Francisco. Tra le varie cause si è ipotizzato che il pilota ai comandi era un pilota esperto con oltre 10.000 ore di volo, ma su quel velivolo in particolare, un Boeing 777, aveva accumulato solamente 43 ore.

Si pensò che il numero ridotto di ore di esperienza su quel velivolo avesse contribuito all’incidente.

Esempi come questo portano a pensare che la mancanza di esperienza sia un problema grave che forse si sta sottovalutando.

Concludendo, c’è ancora bisogno di indagini ed osservazioni per comprendere se esiste veramente un fenomeno e trovare nuove soluzioni sia a livello di addestramento che normativo.

Per me il fenomeno esiste, basti vedere i problemi che l’aviazione civile asiatica sta vivendo con un traffico aereo in continua crescita, ma con la presenza di pochi piloti e controllori di volo. Si cerca pertanto di formarli velocemente, ma senza la sufficiente esperienza per affrontare una mole di traffico come quella presente.

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