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Quando i Piloti NON Seguono le Regole

euristiche psicologia cognitivaLa cosa migliore che un pilota può fare è proprio quella di non seguire le regole!

Parliamoci chiaro, non sto realmente suggerendo di fare quello che pare e piace, ma in certe situazioni seguire le regole e le procedure non aiuta… un certo grado di discrezionalità può salvare la vita a molte persone.

Sto scrivendo un post articolato e su un argomento complesso. In Italia non si trovano molte informazioni a riguardo, soprattutto applicate all’aviazione, pertanto ho deciso di contribuire in minima parte scrivendo questo post.

Parliamo di euristiche!

Vedremo come le persone prendono decisioni e come siamo influenzati dalle scorciatoie mentali. Ti spiegherò come anche gli investigatori di incidenti aerei sono influenzati da questo fenomeno quando svolgono le indagini. 

Mi rivolgo sia agli appassionati che ai professionisti del volo. Ai primi perché l’argomento che andremo a trattare riguarda un tema applicabile anche nella vita quotidiana. Ai secondi… beh, perché questo è un blog di aviazione e si parla di loro!

Prima di entrare nel vivo dell’argomento devi sapere che in psicologia esiste un ramo che studia come le persone pensano. Si chiama psicologia cognitiva

Euristiche cognitive per prendere decisioni

Si è scoperto che molte persone prendono delle “scorciatoie” quando pensano, perché la loro mente non vuole fare fatica.

Chiaramente è più complesso di così, ma per semplificarti un po’ le cose devi sapere che queste scorciatoie si chiamano Euristiche o Bias cognitivi – giudizi errati che la nostra mente compie per prendere decisioni con più facilità.

Facciamo un esempio.

L’euristica della disponibilità ci dice che le persone tendono a stimare la probabilità di un evento sulla base della vividezza di un ricordo, piuttosto che sulla probabilità oggettiva che questo evento si manifesti.

In altre parole, più è frequente un’informazione più è facile trarre delle conclusioni che però, in determinate situazioni, possono essere conclusioni errate.

Questo semplice esempio (tra un po’ ne vedremo altri due) ti permette di comprendere come la mente prende delle decisioni con una certa superficialità. Non lo fa perché gli stiamo antipatici, ma semplicemente perché siamo continuamente bombardati da informazioni ed andremmo in tilt se cercassimo di processarli tutti.

Per questo motivo la nostra mente ci aiuta e ci permette di prendere delle decisioni semplificando il processo. Il problema è che alcune volte queste decisioni sono troppo superficiali ed errate.

Ma entriamo nel vivo del post e vediamo cosa centrano le Euristiche con l’aviazione.

Perché ti racconto delle Euristiche?

Perché di recente ho letto un interessante articolo intitolato “Stop blaming pilots – bypassing the rules can save lives” in cui si parla di come gli investigatori di incidenti aerei siano “colpiti” dalle Euristiche quando svolgono le loro indagini.

In particolare sono soggetti a due Euristiche:

  1. Bias del risultato: si tende a rileggere eventi del passato sulla base di conoscenze acquisite in un momento successivo all’evento stesso.
  2. Bias del senno di poi: le persone credono di aver predetto un evento correttamente una volta che l’evento è noto. Come quando si dice “te lo avevo detto”.

Come vengono influenzati da questi bias gli investigatori di incidenti aerei?

Nel primo caso, con il bias del risultato, gli investigatori tendono a considerare alcune azioni dei piloti come azioni errate, mentre le stesse, in circostanze diverse, sarebbero state considerate normali.

Nel secondo caso invece, con il bias del senno di poi, gli investigatori tendono ad attribuire ai piloti capacità fisiche e mentali superiori a quelle reali. Con questo bias si tende a dire frasi quali (parlando dei piloti): “ma come non hanno potuto notare tale problema?” oppure “come non hanno capito che agendo così ci sarebbero state queste conseguenze?”.

Immagina come può cambiare il giudizio di un investigatore mentre si trova nel bel mezzo di un’indagine e se considera le azioni dei piloti errate in una determinata situazione quando in realtà erano corrette. Oppure si fa influenzare dal bias del senno di poi senza raccogliere informazioni oggettive rispetto a quanto accaduto.

Come evitare l’influenza dei bias

Se l’investigatore è consapevole di questi bias può prendere alcune semplici “precauzioni” per trarre delle conclusioni più oggettive. Ad esempio, spesso si sottovaluta lo stress a cui sono soggetti i piloti di linea, pertanto investigare sui giorni precedenti all’incidente per capire qual’era la situazione professionale del pilota, investigare nella sua vita privata e così via, permette di comprendere se i livelli di stress e stanchezza erano elevati.

Un modo per evitare il bias del senno di poi è quello di riprodurre gli ultimi minuti di un volo in un simulatore per cercare di capire qual’era la situazione reale che i piloti si sono trovati a dover affrontare.

Chiaramente il rischio di essere influenzati da questi bias ed altri rimane comunque alto.

Non seguire le procedure può salvare vite umane

Avviandoci verso la conclusione, ho iniziato questo post parlando delle procedure che non dovrebbero essere seguite dai piloti.

Parliamo un attimo di questo punto per chiarirlo meglio… visto che ora sappiamo cosa sono i bias. Si dice che i piloti dovrebbero seguire le procedure alla perfezione perché sono state studiate per aiutarli ad affrontare le diverse situazioni che si presentano in volo.

Se il comandante Sully (se non sai chi è leggi l’articolo “Sully – il libro”) avesse seguito le procedure e non avesse fatto delle valutazioni basate sulla sua esperienza, avrebbe tentato di rientrare all’aeroporto di partenza e molto probabilmente sarebbe stato un disastro.

Ora lo sappiamo… che sarebbe stato un disastro… con il senno di poi!

Ma certamente lui non lo poteva sapere con certezza. Ha fatto delle valutazioni oggettive, rapidissime e basate sulla sua esperienza che lo hanno portato a scegliere di atterrare sul Hudson.

Questo è un esempio importante di come i piloti possono salvare vite se decidono di non seguire le regole. Soprattutto ci dice che lo stress e la pesantezza di questo mestiere, a volte, induce a prendere piccole scorciatoie che procedure e regole non considerano importanti, ma certamente nella vita quotidiana del pilota lo sono.

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2 Comments

  1. Paolo Bini 23 Dicembre 2018

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