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Riflessioni sull’Incidente Germanwings

germanwings

Dopo diversi giorni dall’incidente del A320 della Germanwings voglio scrivere qualche riflessione a proposito.

Come ben sapete non mi espongo mai sugli incidenti aerei appena dopo che accadono, ma cerco di scrivere sempre qualche tempo più tardi per seguire le indagini a distanza.

Questo perchè è facile cedere alla tentazione di arrivare subito a delle facili conclusioni.

Questo incidente ci lascia sconcertati fondamentalmente per due motivi:

  1. Perchè si tratta di un suicidio che ha procurato anche altre vittime.
  2. Perché la Lufthansa, dico Lufthansa, ha permesso ad un pilota non idoneo di volare comunque.

Per quanto riguarda il secondo punto, non possiamo dire nulla perché in realtà NON abbiamo dei dati oggettivi, possiamo solo concludere che qualcosa è andato storto nel sistema Lufhtansa. Che poi la compagnia si trovi in difficoltà, che i media ci mangino sopra per fare notizia o che certe notizie vengano ingrandite, poco importa. Qualcosa non ha funzionato. Limitiamoci a questo.

Concentriamoci invece sul primo punto che, secondo me, è più grave del secondo. Ciò che lo rende grave non è il suicidio in sé, drammatico per quanto sia sempre un gesto di questo genere, ma quello che personalmente mi lascia a bocca aperta è che questo tipo di incidenti sono già accaduti in passato.

Il caso dell’omicidio suicidio in volo

Negli Stati Uniti un tecnico della manutenzione di una nota compagnia aerea aveva qualche problema con il suo capo… un po’ come tutti, ma in questo caso le cose sono finite veramente male. Si tratta infatti di un omicidio suicidio avvenuto in volo.

Il tecnico della compagnia sapeva bene che il suo capo prendeva regolarmente un volo alla sera per tornare a casa e quindi ha premeditato di ucciderlo in volo e poi di suicidarsi. Infatti è riuscito a portare a bordo una pistola che ha utilizzato per l’omicidio. È riuscito a passare i controlli perché essendo un dipendente della compagnia aerea era soggetto a meno controlli di sicurezza.

Appena in quota il tecnico si è rivolto verso il suo capo seduto qualche fila più in là ed ha sparato uccidendolo. Le assistenti di volo hanno cercato di fermarlo, ma ha sparato anche a loro e ad altri passeggeri. È entrato nella cabina di pilotaggio uccidendo a sangue freddo i due piloti. Ha disattivato il pilota automatico e spinto la cloche in avanti mettendo l’aereo in una verticale ed in pochi secondi si sono disintegrati a terra.

Sono stati trovati pochi frammenti dell’aereo perché lo schianto era talmente violento che l’aereo si è letteralmente polverizzato. Ma hanno potuto ritrovare un frammento della pistola e da lì sono iniziate le indagini.

Altri casi di suicidio

Un altro esempio è il volo EgyptAir 990 caduto nell’Atlantico dopo che il co-pilota ha spinto in avanti la cloche perchè aveva problemi con il management della sua compagnia aerea. La stessa cosa è successa sul volo SilkAir 185 dove il comandante questa volta ha commesso il suicidio a causa di una perdita economica in borsa di 1.2 milioni di Dollari.

Questi casi di suicidio di piloti hanno scosso il mondo e le notizie continuano ad essere vive nei notiziari. Noi passeggeri siamo in balia di un sistema fatto di necessità di volare (sempre più persone utilizzano l’aereo come mezzo di trasporto), di offerta estremamente ampia di voli, tariffe e compagnie aeree di ogni genere, piloti e controllori di volo spesso allo stremo per poter rispondere alle esigenze che l’economia aeronautica chiede quotidianamente.

Qualcosa deve cambiare. Negli ultimi anni si sono verificati molti incidenti e si sta avverando quanto previsto 10 anni fa. Il traffico aereo mondiale raddoppia ogni vent’anni, ma noi, esseri umani, purtroppo non siamo pronti per rispondere a questo trend di crescita.

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1 commento

  1. claudio 12 Aprile 2015

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