Traversate Atlantiche con un Aereo Monomotore

taversata atlanticaDi recente ho seguito una conferenza molto interessante organizzata da Volandia in cui hanno presentato 3 storie di piloti che hanno fatto trasvolate atlantiche con aerei da turismo monomotore. Addirittura, uno di loro ha fatto il giro del mondo con un Cessna 210.

Quest’anno si ricordano i 100 anni dalla prima traversata atlantica di due piloti che con un Vickers Vimy decollarono dall’isola di Terranova in Canada ed atterrarono 16 ore dopo in Irlanda facendo un atterraggio molto brusco.

"Fu un viaggio terribile" - 100 anni fa il primo volo transatlantico senza scalo

Ricordo anche Charles Lindbergh che nel 1927 decollò da New York ed atterrò a Parigi. Il suo primato è quello di primo trasvolatore atlantico in solitario. Ben 33 ore di volo con 3 panini al prosciutto e 3 barrette di cioccolato.

Bene, in questo articolo ti racconterò 3 storie moderne:

  • una copia di Napoletani che ha deciso di volare fino a New York
  • ti racconterò di un ex pilota delle Frecce Tricolori che ha volato fino a Chicago in formazione con il Siai Marchetti 260
  • ti racconterò una parte del giro del mondo di Mario Battistello con il suo Cessna 210

Ascoltando le loro storie mi sono meravigliato con quanta semplicità riuscissero a parlare di qualcosa che definirei quasi epico. Storie di persone che si sono definite “piloti della domenica”, ma che con la giusta preparazione e coraggio da vendere, sono riusciti a fare qualcosa di grande con i loro aerei.

Da Napoli a New York con un aereo monomotore

Una copia di Napoli ha volato fino a New York, andata e ritorno per 1 mese. Per molti anni hanno volato in tutta Europa e tutto il nord Africa, hanno deciso poi di fare una traversata atlantica e di andare in America. Fino a quel momento avevano volato al massimo in Inghilterra (il punto più a nord a cui erano mai arrivati).

Decisero poi di andare avanti, prepararsi e volare fino in America con destinazione New York. Le loro tappe sono state abbastanza semplici e già coperte da altri trasvolatori atlantici. Decollati da Napoli hanno fatto varie tappe volando per 3/5 ore alla volta. In totale avevano 7 ore di autonomia sul loro Siai Marchetti. Non ricordo esattamente il modello, se non sbaglio era un S208, modificato con un serbatoio aggiuntivo.

Hanno sorvolato la Scozzia, l’Islanda, la Groenlandia, il Canada ed infine New York. Nel volo di rientro hanno più o meno seguito la stessa rotta, ma facendo tappa in luoghi diversi. Ogni tappa era infatti occasione per visitare la location. Se la sono presa con calma diciamo. Si sono letteralmente goduti il viaggio.

Ma sono stati anche molto fortunati, non hanno mai trovato condizioni meteo eccessivamente brutte e non hanno avuto problemi con l’aereo, con le comunicazioni radio, la navigazione o assistenza a terra nei vari aeroporti.

Volare con un S260 da Milano a Chicago

Questa è la storia di un ex pilota delle frecce tricolori che ha organizzato assieme a molte altre persone una trasvolata atlantica in formazione da Milano a Chicago, facendo tappa in diversi aeroporti e facendo acrobazie aeree in quasi tutti i luoghi visitati.

Lo scopo del volo era di trasportare 9 aerei costruiti in Italia a Vergiate, per portarli in America. L’azienda costruttrice Siai Marchetti, ha colto l’occasione per far conoscere il made in Italy organizzando questo volo promozionale con 9 piloti, tutti ex PAN, scortati da un G222 dell’aeronautica militare. Il volo è stato riportato dalla RAI in quegli anni e raccolto in un documentario che puoi vedere qui sotto:

Alcune cose molto particolari raccontate dal pilota riguarda l’aereo stesso. Ha avuto un problema al carburatore che si era gelato in volo mentre volavano sopra la Groenlandia. Il motore gli si spense in volo obbligandolo a staccarsi dalla formazione. Analizzò il problema e subito aumentò il riscaldamento del carburatore. Dopo poco il motore riprese a girare e riuscì a raggiungere nuovamente la formazione.

Il giro del mondo con un Cessna 210

Questa è stata decisamente la storia che ha entusiasmato maggiormente il pubblico.

A chi verrebbe in mente di fare il giro del mondo con un Cessna?

Evidentemente a qualcuno è venuto in mente e dopo 2 anni di preparazione ha deciso di partire e fare rotta verso Ovest. America, Hawaii e poi il resto del mondo!

Nel suo racconto siamo arrivati a conoscere qualche avventura che lo ha portato a sorvolare la Groenlandia e poi piano ad attraversare tutta l’America fino a San Francisco. Qui ha dovuto fare una preparazione, psico-fisica specifica prima di attraversare il pacifico facendo tappa alle Hawaii.

Questa tratta è stata probabilmente la più rischiosa. Ha messo a repentaglio la sua vita e quella del suo compagno di viaggio. Avevano 15 ore di autonomia ed il volo sarebbe durato ben 14 ore e 30 minuti!

Oltre a questo, hanno dovuto studiare bene il decollo da San Francisco, farsi dare uno speciale permesso per il decollo dall’aeroporto internazionale e farsi dare una mano da un istruttore di volo locale per la procedura di emergenza nel caso in cui le cose si fossero messe male dopo il decollo. Infatti, il loro peso era molto elevato. Stiamo parlando di un aereo che normalmente portava 300kg di carburante, in quel momento ne aveva 1000 nei serbatoi (aggiunsero altri serbatoi).

Dato il peso elevato, la rincorsa per il decollo era molto lunga e l’aereo non ne voleva sapere di staccarsi da terra. Dopo qualche rimbalzo si staccò e piano piano sono riusciti a prendere quota. Ci sono voluti ben 2 ore per raggiungere 3000ft!

Bene, questa è solo una parte del racconto. Ci sono molte cose che sarebbero da dire e da aggiungere. Anche alla conferenza non è bastato il tempo per poter raccontare tutta la storia. Ma è chiaro che avventure come queste, di persone comuni che letteralmente si definiscono “piloti della domenica” da pensare che veramente nulla è impossibile.

Ognuno di noi può raggiungere il proprio obiettivo, soprattutto se desideri diventare pilota. Quello che accomuna queste persone è la preparazione che ci hanno messo prima di decollare (anni di preparazione). La voglia di fare qualcosa più grande di loro ed il coraggio di buttarsi e fare qualcosa di epico.

Ah… oltre a questo, ognuno di loro aveva un aereo che li ha mai traditi!

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