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Un Giorno da Pilota: Volare nel Nord Italia

Voglio raccontarti una giornata di volo che ho fatto coprendo buona parte del nord Italia e volando per oltre 4 ore. Un giorno da pilota coprendo 4 tratte volando da Padova a Varallo in Piemonte.

In cabina eravamo in 2 su un Tecnam P92. Oltre a me, c’era un pilota militare con moltissimi anni di esperienza con il quale è stato un piacere volare in questa occasione e spero di trovarne altre per volare ancora assieme.

Decollati dall’aeroporto di Padova, saliti a 1500ft ci siamo diretti verso ovest. La rotta inizialmente pianificata ci doveva portare sopra le Alpi sorvolando i laghi, ma per condizioni meteo non molto favorevoli in montagna, si è deciso di rimanere più a Sud.

Ogni tratta in questa giornata di volo ha regalato molte emozioni, ma come sappiamo, il tempo per distrarsi non è molto, quindi l’attenzione era sempre rivolta alle condizioni meteo, traffico e prestazioni dell’aereo.

La rotta ci ha portati a volare leggermente a nord di Vicenza, poi Verona, fino a sorvolare la parte bassa del lago di Garda. Da lì abbiamo proseguito verso Brescia per poi raggiungere Bergamo.

Durante questa parte del volo non abbiamo incontrato grossi problemi a livello meteorologico. La nostra preoccupazione era rivolta alle condizioni meteo a destinazione perché l’aviosuperficie di Varallo si trova all’interno di una vallata a 1300ft e la base delle nubi era sotto i 3000ft.

Tra un attimo ti spiego come abbiamo fatto questo atterraggio nonostante le montagne e le nubi basse…

Avvicinamento e atterraggio ai limiti

Proseguendo con la rotta, nei pressi di Bergamo abbiamo fatto rotta verso il lago Maggiore. Per intenderci siamo passati vicino a Varese sorvolando tutti i laghi in quella zona.

Abbiamo sorvolato la parte bassa del lago Maggiore passando sopra la rocca di Angera, poi Arona e “scavalcando” le colline che separano il lago Maggiore dal lago d’Orta.

Arrivati sopra il lago d’Orta dovevamo salire di quota per oltrepassare le cime che ci separavano dalla nostra destinazione. Dovevamo salire fino a 3000ft come previsto, ma non era possibile.

Questo è stato il primo ostacolo che abbiamo incontrato in questa giornata. Avevamo raggiunto un punto cruciale dell’avvicinamento ed il tempo per decidere era pochissimo.

Siamo rimasti a 2700ft passando abbastanza vicini alle cime in direzione di Borgosesia.

Questo era il punto di decisione.

Se le condizioni meteo fossero state peggiori, in quel momento avevamo avuto ancora l’opzione di cambiare i piani e volare verso il nostro alternato che era l’aviosuperficie di Gattinara.

Si è deciso di proseguire verso la destinazione, ma mantenendo i 2600ft anziché 1800ft come da indicazioni per l’avvicinamento forniteci prima del decollo… Abbiamo sorvolato il campo e studiato la procedura di avvicinamento ed inserimento nel circuito.

Valutato direzione e intensità del vento, si è deciso di atterrare sulla pista 19. Solo a questo punto siamo scesi di quota e ci siamo inseriti nel circuito destro, preparandoci per l’atterraggio.

Ma il volo e le difficoltà non erano finiti qui!

Condizioni meteo in peggioramento. Cosa fare?

Dovevamo ancora fare il volo di ritorno e le condizioni meteo erano in peggioramento. Le opzioni a disposizione erano 2:

  • volare, ma facendo delle considerazioni molto serie sulla severità del meteo
  • rimanere a terra e rimandare il volo al giorno successivo

Le condizioni meteo erano in deciso peggioramento e avevamo solamente una piccola finestra di tempo per poter decollare prima che la perturbazione ci raggiungesse.

In qualche modo la natura ci ha fatto capire ancora una volta che pretende il rispetto che le si deve.

Arrivati all’aviosuperficie dopo un pranzo sul lago d’Orta, abbiamo trovato le strade, il campo e l’aereo bagnati dalla pioggia appena passata. Dovevamo decidere cosa fare e seguire i piani che avevamo fatto prima del decollo.

Rimanere o volare?

Abbiamo guardato bene le condizioni del terreno. Essendo una pista in erba abbiamo valutato se fosse molto bagnata. Abbiamo cercato segni di fango o pozze d’acqua, ma fortunatamente era ancora in buone condizioni.

A questo punto, avevamo deciso che potevamo volare, ma il decollo doveva essere fatto entro i prossimi 10 minuti perché la perturbazione prevista si stava avvicinando molto velocemente e dovevamo assolutamente andare verso sud per rimanere fuori dalla zona di maltempo.

Volo di rientro e carburante agli sgoccioli

Preparato l’aereo e valutato il vento, siamo decollati all’ora prevista e ci siamo diretti verso sud. Dopo poche miglia eravamo fuori dalla “zona rossa” ed abbiamo iniziato il volo di ritorno verso Padova. Ma avevamo un altro problema da affrontare. Il livello di carburante era troppo basso.

Non avevamo abbastanza carburante per andare fino a Padova, pertanto dovevamo rifornire in qualche altra parte in cui ci fosse una pompa di benzina disponibile sul campo.

Abbiamo deciso di andare a Lodi e rifornire li, ma senza riempire totalmente i serbatoi.

Per raggiungere Lodi dopo il decollo da Varallo, abbiamo proseguito verso sud e ci siamo tenuti Milano sempre alla nostra sinistra. Liberi dal CTR di Malpensa abbiamo fatto una leggera virata a sinistra in direzione di Pavia per poi proseguire verso Lodi.

L’aviosuperficie di Massalengo si trova a sud-ovest rispetto la città, quindi arrivando da ovest siamo finiti sopra la pista senza faticare troppo per cercarla.

Fatto il circuito, siamo atterrati. Rifornito nell’arco di 20 minuti e siamo decollati nuovamente in pochissimo tempo.

Abbiamo fatto rotta verso Thiene che si trova a nord di Vicenza. Questa tratta ci ha riportati verso la rotta fatta all’andata. Abbiamo sorvolato Brescia e poi il lago di Garda dove abbiamo avuto una bellissima veduta di Sirmione.

Da li abbiamo proseguito verso est in direzione Thiene salendo a 3300ft per poi scendere piano piano verso il campo per prepararci per l’atterraggio.

Rientro e l’emozione di una giornata di volo

A Thiene abbiamo fatto un altro piccolo rifornimento e siamo saliti in aereo dopo meno di 30 minuti, ma con una certa consapevolezza e tristezza che la giornata si stava concludendo.

Ultima mezzora di volo, ci siamo immessi nel circuito per atterrare a Padova.

Bellissimo sorvolo della città, con il sole che calava, il tramonto che tocca il fianco destro dell’aereo in finale, gentilmente ci siamo appoggiati a terra sapendo che in fin dei conti la natura ci ha rispettati, l’aereo è stato fedele e le decisioni prese nell’arco della giornata ci hanno riportati a casa sani e salvi.

La voglia di ritornare in volo non passa mai ed ogni atterraggio è come un ritorno a casa dopo un lungo viaggio, ma ogni decollo riempie i cuori di passione, felicità ed emozioni uniche che ti porta a volerne ancora… perché lì sei stato e lì vorrai tornare.

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