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Volo a Vela: La Magia del Volo in Aliante

Ci concentriamo sempre sui voli commerciali, voli acrobatici o voli low-cost, ma volare non è fatto solo di questo. Ci sono altre forme di volo, come il volo a vela, che spesso passa in secondo piano agli occhi degli appassionati di volo, senza una vera ragione.

Forse la paura di non avere il motore e fare affidamento esclusivo sulle condizioni meteo per restare in aria. Forse, l’idea di non poter accelerare e riprendere quota nel caso ci fosse un problema all’atterraggio, lascia in alcune persone forti dubbi sulla sicurezza di questi velivoli. 

Chi lo sa.

Di certo è, per me, una delle forme di volo più vicine alla natura… La vera natura del volo. Non mi riferisco solo al volo in aliante, ma anche ad altre forme di volo senza motore, come il parapendio o delta plano. 

Correre per qualche metro sul fianco di un monte e staccarsi da terra come un uccello, è una sensazione unica

Ho avuto la fortuna di aver provato sia il parapendio che il volo in aliante e devo dire che entrambi mi hanno emozionato tantissimo. Ma se dovessi scegliere tra uno dei due andrei sicuramente a volare in aliante. 

Il volo in aliante, per un pilota di aerei, è l’essenza del volo stesso. Controllare la macchina e ricevere da esso le sensazioni giuste per rimanere in volo, è la vera unione tra uomo e macchina. 

Ci si affida totalmente alle proprie sensazioni, alla propria esperienza e si fanno molte valutazioni che permettono di volare in sicurezza. 

Ma vediamo meglio come si effettua un volo in aliante.

Volo a Vela: Volare in Aliante

Un aliante è sostanzialmente un aereo con un’altissima efficienza aerodinamica, ovvero ha un alto rapporto di planata grazie alle ali strette e lunghe. 

L’efficienza aerodinamica è il rapporto tra portanza e resistenza. Ricordi che ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato a come vola un aereo?

Un aliante ha una forma particolare perché deve permettere al pilota di avere la minore resistenza possibile con la maggiore portanza possibile. 

In questo senso, la fusoliera è molto stretta e affusolata, mentre le ali sono lunghe e strette. 

Bene, ma come fa a volare e rimanere in quota se non ha il motore?

Molto semplicemente si sfruttano le correnti ascensionali.

Se non sai cosa sono, te lo spiego brevemente. Sono delle masse d’aria calda che salgono. Essendo calda, l’aria risulta più leggera di quella fredda, pertanto inizia a salire. 

Immagina una roccia riscaldata dal sole, dopo diverse ore inizierà ad emettere calore facendo salire l’aria sopra di essa. Ora immagina se quella roccia fosse una montagna. Parecchia aria viene mossa ed i piloti di aliante conoscono bene questo fenomeno e lo sfruttano per salire di quota. 

Si, ma se poi si raffredda, come fa a volare l’aliante?

Chiaramente, prima o poi, quest’aria si raffredda. Il pilota di aliante inizierà quindi a planare, a scendere leggermente di quota verso altre zone di massa d’aria calda, per riprendere un po’ di quota. 

Il volo a vela è un continuo ricercare masse d’aria, planare e riprendere quota. Fino a quando, piano piano si scende verso la zona di atterraggio e ci si prepara per l’atterraggio. 

Come si atterra un aliante

Avvicinandosi alla zona di atterraggio bisogna avere la giusta esperienza per tenere sotto controllo quota e distanza, rispetto la pista di atterraggio. 

L’atterraggio tecnicamente si effettua come con qualunque altro aereo, eccetto per il fatto che senza motore hai una sola possibilità per atterrare

Questo non significa che sia essenziale avere il motore, ma semplicemente che, se ci si trova sotto la quota ottimale per l’atterraggio, bisogna avere sufficiente velocità per riprendere un po’ di quota

Come detto, l’aliante è progettato per avere un’altissima efficienza aerodinamica e quindi la resistenza è molto minore rispetto ad un aereo “normale”. 

Per intenderci, volare in aliante è come scivolare sul ghiaccio con i pattini, mentre volare con un aereo a motore è come andare sulla neve con un trattore! 🙂 

In altre parole, l’aliante “scivola” sull’aria ed il rateo di planata è talmente alto che è possibile fare diversi chilometri in avanti perdendo poca quota

Ecco che quindi entra in gioco l’addestramento e l’esperienza del pilota nel cercare di capire in quale posizione si trova rispetto al punto di atterraggio. Deve dosare bene la sua velocità e rateo di discesa per non trovarsi troppo basso o esageratamente alto. 

Traffico aereo con alianti nel circuito

Il problema è che l’aliante non può fermarsi nel circuito ed aspettare il suo turno per l’atterraggio. Nel caso in cui ci fosse un altro aereo in pista o in finale, l’aliante ha sempre la priorità.

In alcuni aeroporti o aviosuperfici ci sono delle piste dedicate esclusivamente agli alianti, in altri casi invece, appena l’aliante entra nel circuito per l’avvicinamento e atterraggio, tutti gli altri aerei devono dare la priorità all’aliante.

Stavo quasi dimenticando, finora ti ho spiegato come atterra un aliante, ma non ti ho spiegato come decolla. Beh, facile da intuire… Si aggancia un cavo d’acciaio ad un aereo a motore che traina l’aliante alla quota che desidera!

Ti lascio con un video in cui puoi veramente capire fino a che punto è possibile volare con un aliante. Davvero affascinante! 

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